
Anche dopo la quarta giornata di Campionato, il trono si conferma essere per tre persone. Napoli, Juventus e Inter. Punteggio pieno, ma con storie e modi di fare differenti.
I campani si dimostrano i più belli d’Italia e stanno confermando il gioco scintillante e a memoria mostrato nell’ultima stagione. I Campioni d’Italia sembrano essere più vulnerabili degli anni passati, ma riescono a mascherare i problemi grazie alle magie dell’implacabile Dybala. I nerazzurri sono cinici, compatti e letali, non molto distante da quella squadra conosciuta per metà stagione 2015-2016, prima di crollare nel girone di ritorno.
Ma l’ultima domenica di serie A, oltre a essere stata quella degli attaccanti – doppiette di Dzeko, Immobile, Kalinic e triplette di Dybala e Mertens – e della sensazione di abisso che ci sono tra le grandissime e le piccolissime – ha lasciato altri numeri e curiosità.
Si parlava di Napoli capolista. Ebbene, i ragazzi di Sarri hanno centrato la nona vittoria consecutiva in Campionato: è record assoluto, neanche raggiunto ai tempi di Maradona e dei tricolori 1987 e 1990.
Nel posticipo serale, invece, la Lazio si è dimostrata corsara sul difficile campo di Marassi sponda Genoa. Protagonisti assoluti sono stati il presente dell’attacco della Nazionale italiana, Ciro Immobile, e il probabile futuro già corteggiato da mezza serie A, Pietro Pellegri. Entrambi hanno bucato la rete per due volte. Per il genoano, dopo la marcatura messa a segno contro la Roma la passata stagione, i due goal hanno un significato particolare perché lo rendono il più giovane calciatore – 16 anni e 184 giorni – a segnare una doppietta. L’ex bomber di Torino e Borussia, invece, ha preso parte a ben sette reti laziali sulle nove complessive messe a segno dai freschi vincitori della Supercoppa nei primi quattro turni di Campionato.
Ancora meglio ha fatto Paulo Dybala, l’uomo in più della Juventus in questo principio di stagione. Con la tripletta al Sassuolo, l’argentino è il primo bianconero a segnare otto reti nelle prime quattro partite. E fanno 52 goal in 100 presenze con la casacca della Vecchia signora. E, a proposito di Campioni d’Italia, era dall’annata 1959-1960 che non segnavano così tanto – 13 centri – nei primi 270′ di serie A.
Bene anche il Milan, che si rialza dopo il brutto ko di settimana scorsa. Per i rossoneri si tratta del 20esimo turno consecutivo a segno, cosa che non accadeva dal 2009, continuano a non pareggiare a domicilio nell’anno solare 2017 – otto vittorie e quattro sconfitte – e non partivano con 9 punti nei primi quattro turni dalla stagione 2006-2007, la prima post Calciopoli.
Kalinic, invece, ha rotto il tabù Udinese (non aveva mai segnato nei quattro precedenti scontri), mentre i friulani hanno collezionato ben sei sconfitte consecutive in trasferta, come tra dicembre 2008 e gennaio 2009, oltre che la decima gara su undici in cui hanno subito marcature.
Nella Roma vittoriosa contro il Verona, invece, brilla la stella di Edin Dzeko. È lui l’attaccante che ha segnato più di tutti nel 2017 (finora sono 19 le reti infilate ai portieri avversari) e, contro gli scaligeri, ha effettuato ben dieci conclusioni, cosa mai riuscitagli da quando è in Italia.
La Fiorentina, invece, con le reti di Chiesa e Pezzella, è la compagine che ha mandato in rete più giocatori finora (ben otto), mentre Rodrigo Palacio è tornato a riassaporare il gusto del goal dopo ben 17 gare.
