Dopo la sosta forzata per consentire alla nazionale di Antonio Conte di mettere un piede e mezzo ai prossimi Europei, il pallone nostrano riprende a rotolare per la terza giornata di Campionato. Che vede nel derby della Madonnina di domani sera alle 20.45 il match più atteso.
Non sono mancate le solite domande della vigilia: chi è il favorito? Quanto inciderà sul resto della stagione? Se il Milan dovesse perdere, Sinisa Mihajlovic è davvero a rischio? E se l’Inter dovesse vincere è davvero da scudetto?
Di sicuro – e non soltanto perché lo dice la classifica – i nerazzurri ci arrivano meglio, forse più sicuri dei propri mezzi, anche per merito di un mercato estivo che li ha rinforzati e non poco.
I ragazzi di Roberto Mancini – almeno sulla carta – mettono in campo più qualità dei “cugini”, possono puntare sul rientro di Icardi (abbastanza probabile), la grande forma di Jovetic (capocannoniere con 3 gol), la voglia di far bene all’esordio di Perisic, Felipe Melo e Telles (in ballottaggio con Juan Jesus), anche se devono fare a meno di Miranda al centro della difesa.
L’Inter, insomma – che comunque non ha entusiasmato né contro l’Atalanta né contro il Carpi vincendo sempre in extremis – è mentalmente più tranquilla e non è un fattore da sottovalutare. Decisamente.
I rossoneri, invece, arrivano già con le prime crepe. Non sono soltanto i risultati (sconfitta a Firenze e vittoria striminzita contro l’Empoli), ma quanto le prestazioni a preoccupare l’ex allenatore di Fiorentina e Sampdoria. Che non le ha mandate certo a dire, anche dopo l’amichevole di settimana scorsa contro il Mantova, e il vertice con Berlusconi e Galliani ad Arcore è stato tutt’altro che a tarallucci e vino. E poi il caso – a suon di tweet – Abate con consorte.
In casa Milan si vive nella paura, forse nella consapevolezza di partire già inferiori alle altre, e con la convinzione che il mercato non abbia rinforzato la squadra come ci si aspettava e si doveva. Mihajlovic è scontento. I tifosi mugugnano. Mr Bee Taechaubol pare non sprizzi gioia da tutti i pori, e domani preferirà andare a Firenze piuttosto che a San Siro.
Un ko anche nella stracittadina – e per giunta anche brutto – creerebbe falle già preoccupanti. E siamo soltanto a settembre.
La giornata sarà aperta oggi pomeriggio da un altro derby, quello tra Frosinone-Roma (ore 18), con i giallorossi chiamati a bissare successo e prestazione di due settimane fa contro la Juventus, e farlo senza pensare troppo alla serata europea di mercoledì all’Olimpico contro il Barcellona.
Sempre alle 18 è in programma Fiorentina-Genoa, con il “Franchi” che potrebbe riabbracciare l’esordio dal 1′ di Giuseppe Rossi, negli ultimi anni davvero sfortunato con gli infortuni che gli hanno fatto saltare Europei e Mondiali.
La speranza è che anche la Francia, la prossima estate, non sia maledetta.
Alle 20.45, invece, scendono in campo Juventus e Chievo.
I campioni d’Italia sono ancora a 0, i gialloblu in testa a punteggio pieno. Massimiliano Allegri può riabbracciare Marchisio come perno davanti alla difesa, quasi certamente si affiderà al 4-3-1-2 con gli esordi di Hernanes e Alex Sandro, dovrebbe preferire Morata a Mandzukic accanto all’intoccabile Dybala.
Una squadra, insomma, Khedira a parte, assai simile a quella titolare e partorita in estate.
Da questa sera, i bianconeri andranno a caccia di un altro record: mai nessuno – Torino a parte, e correva l’anno 1942-43 -, ha vinto il tricolore partendo da due sconfitte iniziali consecutive.
Domani all’ora di pranzo (12.30) si sfidano il Verona di Toni e Pazzini e il capoclassifica Torino di mister Ventura. Gli interessi davvero non mancano in una contesa che si preannuncia frizzante e ricca di emozioni.
Alle 15 ci saranno da seguire Empoli-Napoli, da dentro o fuori per i campani con Sarri che torna lì dove è stato consacrato, Sassuolo-Atalanta, con i neroverdi a caccia del terzo successo consecutivo, così come tenterà di fare il Palermo con il Carpi, e Sampdoria-Bologna.
A chiudere il cerchio alle 18 ci penseranno Lazio e Udinese, chiamate per diversi motivi al riscatto. I biancocelesti vogliono cancellare la brutta sconfitta di Leverkusen nei preliminari di Champions e il poker ricevuto dal Chievo, i friulani dimostrare che il blitz allo Juventus Stadium non è stato frutto soltanto del lato B.