Il vertice della NATO a Varsavia si è svolto all’insegna dell’opposizione alla Russia. La dichiarazione del Segretario Generale Stoltenberg che la NATO e la Russia non sono più partner è stata provata con i fatti. La NATO ha infatti deciso di inviare nell’Europa orientale (Polonia e Paesi Baltici) 4 battaglioni di 1.000 membri ciascuno. Questi battaglioni saranno formati da militari dei Paesi di lingua inglese membri della NATO e della Germania. La Bundeswehr fornirà 500 dei suoi militari per servire nei battaglioni, ed inoltre il numero delle unità dei battaglioni verrà aumentato.
La Russia fortemente irritata, anche se non spaventata, da questa nuova iniziativa dell’Alleanza. L’impressione russa è di essere stati ingannati alla fine degli anni ’80, quando la NATO aveva promesso al presidente Gorbaciov non espandere l’Alleanza ad est, in cambio dell’eliminazione del blocco di Varsavia da parte dell’URSS. Ora, i russi credono che la dichiarazione dei leader della NATO, i quali affermano che l’invio dei 4 battaglioni nell’Europa orientale non sia un’iniziativa contro la Russia, sia un altro inganno. Il tempo di Gorbaciov è passato: all’iniziativa della NATO, Mosca risponde con l’aumento dell’attività militare ai suoi confini occidentali e nord-occidentali. Il Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha recentemente dichiarato che la capacità di difesa delle forze armate russe è aumentata del 33% negli ultimi due anni. Sembrerebbe, quindi, che le voci riguardo all’alta frequenza di esercitazioni militari e di ispezioni non programmata delle truppe siano vere. L’esercito russo presenta anche una nuova tecnologia. La reazione immediata alla maggiore attività della NATO fino ai confini occidentali della Russia è stata la decisione sulla creazione di due nuove divisioni nel primo Distretto Occidentale e nel Distretto Militare del Sud (ogni divisione è composta da circa 10 000 persone). Un’altra divisione vicino a Kaliningrad, lontana regione occidentale della Russia, al confine con la Polonia e la Lituania, ha annunciato il posizionamento di sistemi missilistici “Iskander”.
Sembrerebbe improbabile che la leadership della NATO non si renda conto che i 4 nuovi battaglioni nell’Europa orientale non costituiscono una seria minaccia per la Russia.
La stampa polacca e la stampa degli Stati Baltici hanno dichiarato che l’invio di questi battaglioni in Polonia, Lettonia, Lituania ed Estonia rappresenti solamente una difesa per questi Paesi in caso di un’aggressione russa.
I leader dell’Alleanza mirano a legare i Paesi che formano la spina dorsale dell’Europa (Germania, Francia, Italia) alla politica aggressiva contro la Russia. La crescente insoddisfazione nei confronti di Bruxelles ha già portato alla Brexit, la quale potrebbe costituire un pericoloso precedente per l’Europa unita nella forma in cui esiste oggi. Alla luce della minaccia per l’unità dell’Unione Europea, la decisione della NATO di inviare nuovi battaglioni ad est sembrerebbe una misura preventiva contro il crollo dell’UE. La decisione della NATO, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sembrerebbe spaventare più la Germania che la Russia. Questo Paese, infatti, ha già avuto l’amara esperienza di perdere contro la Russia nell’ultima Guerra Mondiale, e più di chiunque altro Paese in Europa capisce quindi il pericolo di un nuovo confronto con la Russia. I media russi hanno citato i giornali tedeschi, che sono pieni di segnali di allarme. In un’intervista con il giornale Neue Osnabrücker Zeitung, il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier mette in guardia ancora una volta contro una politica di scontro con la Russia: “Noi non vogliamo una nuova corsa agli armamenti ed una Guerra Fredda.” Tuttavia, la Germania è costretta a partecipare alle manovre pericolose della NATO.
Per quanto riguarda la questione delle sanzioni contro la Russia, tra gli Stati membri dell’UE (e della NATO) c’è stata una nuova divisione. La Polonia e gli Stati Baltici non sono contrari alle sanzioni, sperando forse di potersi poi nascondere dietro la schiena della NATO. I Paesi che hanno creato l’Unione Europea e sono alla base della sua economia, invece, non vedono il vantaggio di provocare la Russia. La Guerra Fredda, contro la quale Steinmeier mette in guardia, ostacola il commercio.
L’insoddisfazione nei confronti della politica di Bruxelles ha portato alla Brexit. Il rischio che correrebbero gli Stati Uniti e l’Europa orientale nel perseguire la politica provocatoria contro la Russia sarebbe, invece, di creare un precedente per una NATOexit. In primo luogo, quella che verrebbe messa alla prova sarebbe la Germania. È altamente improbabile, tuttavia, che la Germania esca dalla NATO, ma il Paese ha già più volte mostrato il proprio disappunto nei confronti della politica anti-russa.

Silvia Vittoria Missotti

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Reporter di politica russa interna ed estera. Vive in Russia dal 2014.