In carica dal marzo di quest’anno, Li Qiang sta effettuando in questi giorni (18-23 giugno) il suo primo viaggio in Europa in qualità di primo ministro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, nel corso del quale ha visitato la Germania e la Francia. Il viaggio Li Qiang dimostra come Pechino attribuisca ancora grande importanza alle relazioni con il continente europeo, in particolare con le due principali potenze di questa regione del mondo, nonostante la postura ostile spesso assunta dai governi dell’Europa occidentale nei confronti della Cina.

Allo stesso tempo, i Paesi europei dovrebbero cogliere quest’occasione per iniziare un processo di miglioramento delle relazioni bilaterali con Pechino, al fine di aprire una nuova via alla differenziazione e di abbandonare la sudditanza nei confronti degli Stati Uniti. Migliorare le relazioni con la Cina, infatti, non significa scegliersi un nuovo padrone, visto che la politica estera cinese non mira all’egemonia come quella statunitense, ma garantirsi buoni rapporti con un numero più ampio di Paesi al fine di non essere dipendenti da nessuno di essi.

Secondo l’editoriale del Global Times, quello di Li Qiang “non è solo un viaggio per portare avanti la loro tradizionale amicizia e approfondire la loro cooperazione, ma anche un importante visita per attuare la proposta del leader cinese [Xi Jinping] di promuovere lo sviluppo dei legami Cina-Europa”. Secondo la posizione cinese, infatti, l’Europa sarebbe un partner ideale per Pechino, visto che le due parti non hanno conflitti d’interesse fondamentali, ma allo stesso tempo la Cina è ben consapevole che l’Europa agisce fin troppo spesso sotto l’istigazione di fattori esterni, ovvero la politica imperialista di Washington.

Nel caso della Germania, il primo ministro Olaf Scholz ha già tentato nel passato recente di operare un riavvicinamento con Pechino, quando ha visitato il Paese asiatico nonostante il parere contrario di una parte del suo governo e le minacce non troppo velate di Washington. Da questo punto di vista, dobbiamo riconoscere al cancelliere teutonico una maggior lungimiranza rispetto alla maggior parte dei leader occidentali. Anche in occasione del suo incontro con Li Qiang, Scholz ha ribadito che la Germania non ha nessuna intenzione di operare una “desinizzazione” della propria economia. Secondo quanto riportato dai media ufficiali, “i due Paesi hanno firmato più di 10 accordi di cooperazione in aree tra cui la produzione avanzata e la protezione ambientale, e hanno forgiato un maggiore consenso per la cooperazione nell’affrontare il cambiamento climatico e promuovere lo sviluppo verde”.

Commentando la visita del primo ministro, gli esperti cinesi hanno affermato che la visita in corso del premier Li e i suoi colloqui con il cancelliere tedesco svolgeranno un ruolo importante nella stabilizzazione delle relazioni tra Cina e Germania e impediranno che i loro legami vengano interrotti da terze parti. In Cina si augurano infatti che i viaggi di Li in Germania e Francia possano spingere i legami della Cina con l’Europa in una buona direzione, contribuendo a creare un clima di distensione dopo la visita del segretario di Stato Antony Blinken nella Repubblica Popolare.

Le relazioni bilaterali tra Cina e Germania sono in una situazione complicata poiché gli Stati Uniti stanno aumentando la pressione sui loro alleati europei per contrastare la Cina”, ha affermato Sun Keqin, ricercatore presso il China Institutes of Contemporary International Relations, intervistato dal Global Times. “In tale contesto, la visita di Li e i colloqui con i leader tedeschi servono a stabilizzare ulteriormente i legami e impedire che si interrompa la pragmatica cooperazione tra i due Paesi”, ha aggiunto. Certamente, le grandi aziende tedesche hanno tutto l’interesse a mantenere stretti legami con la Cina, come dimostra la grande partecipazione in occasione dell’incontro tra Li Qiang e i rappresentanti delle principali industrie del Paese europeo, al quale hanno partecipato aziende del calibro di Siemens, Volkswagen, Mercedes-Benz, BMW, Schaeffler, BASF, Covestro, Wacker Chemie, Merck, SAP e Allianz.

Sebbene vi siano alcune divergenze tra Cina ed Europa, l’atteggiamento di Scholz dimostra come, al netto dell’interferenza continua degli Stati Uniti, i Paesi europei potrebbero trovare un partner affidabile e rilevante della Repubblica Popolare, strategia che permetterebbe loro di riacquisire peso nell’arena internazionale, anziché restare al servizio degli interessi dell’imperialismo a stelle e strisce. Coerentemente con la linea cinese di politica estera, il premier Li ha affermato che “il rischio più grande è la non cooperazione e il più grande pericolo nascosto per la sicurezza è il non sviluppo”. Questo significa che la Cina e l’Europa dovrebbero coltivare le proprie relazioni positivamente, collaborando sui punti in comune e dialogando per risolvere le divergenze, in ossequio ai principi di politica estera promossi dal presidente Xi Jinping, quali la cooperazione vantaggiosa per tutti, la ricerca di un terreno comune e il relazionarsi da pari.

Articolo pubblicato su www.lacittafutura.it

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