
Dopo la Grecia adesso anche l’Austria ?
Molto probabilmente si. Il movimento politico austriaco, “Patria e Ambiente” con a capo il segretario Inge Rauscher, si è proposto di raccogliere 100mila firme per un’immediata uscita dall’euro da parte dell’Austria.
La raccolta delle firme è avvenuta tra il giorno venerdì 26 giugno e 1 luglio, data di scadenza.
“L’iniziativa è aperta a tutti i partiti politici e contiamo su un ampio sostegno. Ciò che ci fa sperare di aver successo viene confermato dalle innumerevoli conversazioni con i cittadini nel corso degli ultimi mesi.”
“Il nostro obiettivo”, secondo gli attivisti del movimento, “è ripristinare la neutralità che sulla base della Costituzione di Indipendenza dell’Austria del 1955 è un obbligo”.
Il risultato è stato impressionante. Secondo la rivista, The Local, 261.159 cittadini hanno firmato la petizione per attuare il referendum popolare anti-euro.
Secondo il leader del movimento, Inge Rauscher, l’uscita dell’Austria dall’UE sarebbe utile al paese in termini economici e ambientalisti, sottolineando, infine, il ruolo fondamentale che le multinazionali hanno assunto nel paese. Le medie e piccole imprese sono state spazzate via.
La proposta di creazione della petizione popolare ha avuto maggior consenso sopratutto nella Bassa Austria e nella Carinzia, dove circa il 4,85% degli elettori ha firmato la petizione.
