
L’Austria chiusa agli immigrati piace all’elettorato. Il primo turno delle elezioni presidenziali, ha sancito il trionfo dell’estrema destra e il tracollo di socialisti e popolari. Il candidato del Partito della libertà (Fpoe), Norbert Hofer, ha raccolto più del 35 per cento delle preferenze e al ballottaggio del 22 maggio, sfiderà il verde Alexander van der Bellen, secondo con il 21%.
Il socialista Rudolf Hundstorfer ed il popolare Andreas Khol, invece, non sono stati capaci di andare oltre l’11 per cento. Una bocciatura senza appello per la coalizione che ha guidato il Paese dal 1945. Per la prima volta, i due partiti tradizionali sono fuori dal ballottaggio. Esclusa anche l’indipendente Irmgard Griss, capace però di raccogliere un buon 18,8%. Fanalino di coda, il miliardario Richard Lugner con il 2,4% dei voti.
Al voto erano chiamati 6,4 milioni di austriaci con più di 16 anni. “Abbiamo scritto la storia, oggi inizia una nuova era politica”, esulta il leader del Fpoe, Heinz-Christian Strache. La fine della formula politica bipartitica, ha le fattezze del 45enne ingegnere della compagnia Lauda Air, nativo di Vorau, abile a far presa sull’elettorato con parole chiare su immigrazione, lavoro, ingresso della Turchia nella Ue, Trattato transatlantico Ttip, matrimoni omosessuali, aborto e rapporti con l’Ue. “Non mi aspettavo un risultato di queste proporzioni”. Queste le sue parole a caldo sul miglior risultato di sempre per il Fpoe, il partito guidato in passato da Jorg Haider, morto a cinquant’anni nel 2008 in un incidente stradale.
Il voto austriaco avrà un pesante riflesso sull’impalcatura sempre più traballante dell’Unione europea. L’ondata migratoria senza precedenti, proveniente dal Nord Africa e dal Medio Oriente, ha messo a nudo l’incapacità e l’ipocrisia del ceto dirigente eurocratico. I paesi che si trovano lungo le rotte migratorie stanno sono sempre più insofferenti ai diktat della Merkel e il trattato di Schengen si rivela ogni giorno più inefficace ed inadeguato. “Se verrò eletto presidente, ha aggiunto Hofer, la massima che guiderà tutte le mie decisioni sarà ‘l’Austria prima di tutto’ e scioglierò il governo se agirà contro gli interessi del Paese”. Netta la posizione sulla possibile chiusura del Brennero: “Finché i confini esterni dell’area Schengen non funzionano, saremo costretti a chiuderlo temporaneamente”.
L’ostinato Norbert, capace di avere la meglio sulla sua disabilità e sullo scetticismo degli indecisi, è pronto ad affrontare la sfida del 22 maggio. I suoi avversari tremano e già si parla ammucchiate elettorali per frenarne la corsa.
Ernesto Ferrante
