Stavolta non ci saranno cortei, né festival che prenderanno il nome, ormai noto in tutta Italia, di “No Dal Molin”. Erano altri anni, il 2006, 2007 e 2008, durante i quali i cittadini si movimentavano, urlavano, parlavano, scrivevano il loro dissenso. Il “No Dal Molin” era (in teoria esisterebbe ancora, un po’ come il No Muos) un movimento composto da cittadini e di associazioni contrari alla realizzazione della nuova base dell’esercito statunitense dentro l’aeroporto Dal Molin di Vicenza che consoliderebbe gli altri insediamenti statunitensi già presenti sul territorio vicentino, come la Caserma Ederle e la base Site Pluto di Longare. Vogliamo ricordare questo movimento ad exemplum, in quanto siamo sicuri che la notizia che stiamo per dare non susciterà reazioni di alcun tipo da parte di chi un tempo si animava per la stessa causa.
Il Pentagono, negli ultimi 8 anni, ha finanziato un boom edilizio all’interno della Caserma Ederle per un importo pari ad almeno 100 milioni di euro. La Base americana Ederle (è giusto rammentare che Carlo Ederle non ha nulla di americano, ma è stato un militare italiano pluridecorato caduto a Zenson di Piave nel 1917 durante la Grande Guerra, e quindi Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria) vedrà sorgere un palazzo di 8500 metri quadrati di 4 piani, atto ad ospitare i militari. Ad aggiudicarsi la mega commessa da 17,6 milioni di euro è stata l’Impresa di costruzioni Giuseppe Maltauro. Il progetto prevede 115 stanze, 720 giorni per realizzare l’opera dalla data di aggiudicazione che era il 19 febbraio, tanto comfort, con particolare attenzione all’impatto ambientale e alla sicurezza.
La Difesa americana ha stanziato così, per l’Italia, quasi 18 milioni di euro, su un importo a base d’asta compreso tra 10 e 25 milioni di dollari. La ditta (italiana) si impegna a fornire, chiavi in mano nel febbraio 2018, parte degli arredi.
Nella Caserma Ederle sono già presenti l’arena dei divertimenti, con la maxi pista dotata di 16 linee, videogames, fast – food e postazioni internet. Poi a Camp Ederle recentemente sono sorte una clinica medica e la foresteria “Ederle Inn”, costate un importo pari a 65,6 milioni di dollari. E non basta: le forze armate americane in quel territorio dispongono di fitness center, piscina hi – tech con copertura vetrata in parte ritraibile. Servizi di cui non dispongono nemmeno gli italiani stessi, e che invece le truppe usa utilizzano quotidianamente in casa nostra.
Ora c’è solamente da chiedersi come ci si possa meravigliare se la base di Sigonella venga espressamente usata dagli americani come pista per la Libia, quando gli stessi stanziano milioni di dollari per rimanere nel nostro territorio. E ovviamente utilizzarlo come base di partenza per le loro “missioni umanitarie”. Se non fosse chiaro, da questo territorio, strategicamente, non è previsto alcun abbandono. Al contrario, una continua implementazione per essere pronti alle nuove aggressioni verso est. Peccato solamente che i girotondini “anti-Usa” siano andati in pensione.