Il presidente delle Filippine, Ferdinand Romualdez Marcos Jr., insieme alla sua consorte Louise Araneta Marcos, ha effettuato una visita di Stato in Vietnam dal 29 al 30 gennaio, su invito del presidente Võ Văn Thưởng e della sua consorte. Questa è stata la prima visita del leader filippino in Vietnam dal suo insediamento nel 2022.

In un’intervista rilasciata all’Agenzia di stampa del Vietnam (VNA) prima della visita, l’ambasciatore vietnamita a Manila ha dichiarato che l’obiettivo del viaggio è riaffermare la solida partnership strategica, rafforzare la fiducia politica ai massimi livelli e creare un momento propizio per promuovere la cooperazione bilaterale in tutti i settori attraverso canali di scambio tra partiti, governi, Stati, assemblee nazionali e popolazioni.

La visita è stata anche importante per rafforzare la solidarietà e la centralità dell’ASEAN, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, specialmente nel contesto di incertezze politiche e di sicurezza nella regione e nel mondo, comprese le situazioni in Myanmar e nel Mar Cinese Meridionale. “Attraverso la visita, ci si aspetta una consolidazione completa della cooperazione strategica tra i due Paesi per il bene dei loro popoli, e per la pace, la stabilità, la cooperazione e lo sviluppo nella regione e oltre”, ha affermato l’ambasciatore.

Nel corso della sua visita, il leader filippino ha tenuto colloqui con il suo omologo vietnamita, ha assistito allo scambio di documenti di cooperazione e ha incontrato il primo ministro Phạm Minh Chính e il presidente dell’Assemblea Nazionale Vương Đình Huệ. Durante i colloqui e gli incontri, i leader di entrambi i Paesi hanno elogiato lo sviluppo sostanziale della partnership strategica e hanno raggiunto un consenso sulla promozione ulteriore della partnership in vista del suo decimo anniversario nel 2025, e del cinquantesimo anniversario dei rapporti diplomatici nel 2026.

Infine, i leader di entrambi i Paesi hanno sottolineato l’importanza di mantenere la pace, la stabilità, la sicurezza marittima, la sicurezza e la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale. Tuttavia, in questi stessi giorni proprio le Filippine si stanno rendendo protagoniste di azioni che minano la stabilità regionale. Secondo quanto denunciato dalla Cina, Manila si sarebbe resa colpevole di azioni illegali riguardanti la secca di Scarborough, nota in cinese come Huangyan Dao, tentando di coinvolgere anche il Vietnam nel suo piano.

Secondo quanto riportato dalle fonti cinesi, il 29 gennaio, quattro cittadini filippini avrebbero illegalmente attraversato la barriera cinese di Huangyan Dao. La Guardia Costiera Cinese ha avvertito ed espulso gli intrusi secondo la legge, gestendo la situazione in modo professionale, come dichiarato dal portavoce Gan Yu. Inoltre, è stato segnalato il lancio di rifornimenti da parte di un piccolo aereo filippino alla nave da guerra ancorata illegalmente nella barriera Ren’ai Jiao cinese.

Come detto in precedenza, in occasione della visita del leader filippino in Vietnam, i due Paesi hanno firmato accordi per prevenire incidenti nel Mar Cinese Meridionale e ampliare la cooperazione tra le rispettive guardie costiere. Questi accordi includono la “prevenzione degli incidenti nel Mar Cinese Meridionale” e la “cooperazione marittima” tra le guardie costiere dei due Paesi. Il portavoce della Guardia Costiera Filippina, Armand Balilo, ha negato che l’accordo di cooperazione con il Vietnam sia mirato alla Cina, ma gli esperti cinesi ritengono che le Filippine stiano cercando di espandere la propria influenza sul Codice di Condotta (COC) nel Mar Cinese Meridionale per ottenere vantaggi sulle proprie pretese illegali.

A tal proposito, gli analisti cinesi hanno sottolineato che le Filippine stanno cercando di intensificare la cooperazione bilaterale con alcune nazioni dell’ASEAN per contrastare la posizione della Cina sulla disputa nel Mar Cinese Meridionale e ottenere il sostegno di più Paesi per esercitare pressione su Pechino.

Il recente incontro dei Ministri degli Esteri dell’ASEAN a Luang Prabang, in Laos, ha evidenziato tensioni nella regione, con diversi Paesi dell’ASEAN che hanno sollevato questioni legate al Mar Cinese Meridionale. Il ministro degli Esteri del Laos, Saleumxay Kommasith, ha dichiarato che il suo Paese spera di avere una terza lettura del Codice di Condotta con la Cina “il prima possibile”, sottolineando la necessità di risolvere le questioni del Mar Cinese Meridionale attraverso il dialogo e la consultazione pacifica.

Dal canto loro, gli esperti cinesi evidenziano la volontà della Cina di risolvere la questione del Mar Cinese Meridionale in collaborazione con gli Stati membri dell’ASEAN, ma ritengono che le Filippine stiano cercando di escludere la Cina da determinati accordi con i Paesi dell’ASEAN e continuano a provocare la Cina su questo tema.

A complicare ulteriormente la situazione, le forze militari delle Filippine e degli Stati Uniti hanno avviato, sin dal mese di novembre, pattugliamenti congiunti nelle acque vicino a Taiwan. Questa mossa rischia di aumentare le tensioni con la Cina, che ha già espresso preoccupazione per la crescente cooperazione nel campo della difesa e della sicurezza tra Filippine e Stati Uniti. Di recente, infatti, le interazioni di sicurezza tra gli alleati sono aumentate, inclusa la decisione di quasi raddoppiare il numero di basi filippine a disposizione delle forze armate statunitensi. Il più grande esercizio militare congiunto mai realizzato tra le due nazioni è previsto per aprile.

L’attuale presidente filippino ha infatti instaurato relazioni più strette con gli Stati Uniti da quando è entrato in carica lo scorso anno, interrompendo il precedente orientamento filo-cinese dell’ex presidente Rodrigo Duterte. Per questo motivo, le relazioni con la Cina sono diventate tese sotto la guida di Marcos, con ripetuti scontri tra navi cinesi e filippine nelle acque contese, suscitando preoccupazioni di un’escalation. Recentemente, Marcos ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping nel tentativo di ridurre le tensioni. Tuttavia, le pattuglie congiunte con gli Stati Uniti indicano che Manila sta orientando la sua posizione sempre più verso Washington, con il rischio di diventare un fattore di tensione e instabilità nella regione.

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