Matteo Renzi

Con un nuovo colpo di mano, Matteo Renzi è pronto a reimpadronirsi della politica italiana. È stato depositato in Commissione Affari costituzionali della Camera la nuova versione della legge elettorale dal deputato Emanuele Fiano.

Il Rosatellum bis, come è stato ribattezzato è una versione riveduta e corretta del Mattarellum, ma alla maniera di Renzi. Dopo il fallimento del maggio scorso il segretario PD stavolta tenta di accontentare tutti gli alleati, cercando di colpire gli scissionisti e il M5S.

Il decreto se approvato dalla Camera introdurrebbe una quota di 231 collegi uninominali, assegnando circa il 30% dei seggi con il maggioritario, soglia di sbarramento al 3% per i partiti che corrono da soli e 10% per le coalizioni.

Una legge che favorisce in primis l’AP di Angelino Alfano, che sarebbe stato fortemente penalizzato dalla precedente proposta di legge, ma anche Silvio Berlusconi, che costringerebbe Salvini a correre insieme a Forza Italia. L’M5S invece viene fortemente penalizzato, ritrovandosi a correre da solo contro le coalizioni di centrodestra e di centrosinistra, che nella figura di Danilo Toninelli preannuncia un ricorso alla Corte Costituzionale.

“È un inciucio di Berlusconi e Renzi contro di noi” ha tuonato il candidato premier del M5S Luigi Di Maio, ma l’inciucio se così si può chiamare colpisce anche i fuoriusciti dell’Mdp che dovranno decidere se continuare il loro percorso con Sinistra Italiana, rischiando di non sbarrare la soglia del 10% o ritornare nell’alveo del Pd.

Non a caso i bersaniani nelle parole di Michele Gotor si sono dichiarati fortemente contrari alla nuova legge elettorale, ma Mdp sembra essere divisa sulla posizione da adottare. Sul fronte del centrodestra Matteo Salvini si è dichiarato disposto a votare la proposta di legge anche subito se arrivasse alla Camera “domani mattina”. Il Rosatellum bis permetterebbe infatti al segretario leghista di ottenere la leadership dell’intero centrodestra con il prezioso aiuto di Berlusconi, in una situazione finanziaria non del tutto solida in Via Bellerio, dopo la decisione della magistratura di bloccare tutti i conti del Carroccio.

Renzi si sarebbe garantito in questo modo un ampio mazzo di carte con il quale scegliere le proprie alleanze, qualora le cose andassero male la Primavera prossima, quando si terranno le elezioni per la XVIIIª Legislatura. Da parte dell’Mdp al solito amico-nemico Silvio Berlusconi.

Siamo quindi nuovamente di fronte a un grande pastrocchio all’italiana, una legge elettorale che non risolve i problemi di pluralità della proposta politica nel nostro paese, e che si appresta, se fosse approvata, a mantenere un sistema non chiaro nell’assegnazione dei seggi.

Purtroppo la malattia del maggioritario, che avrebbe dovuto trasformare in meglio l’Italia della corruzione e dell’immobilismo secondo alcuni, è dura a morire, nonostante non abbia garantito né stabilità politica né il miglioramento delle condizioni economiche e sociali del nostro paese.

Il nuovo Rosatellum è dunque un nuovo pastrocchio elettorale pari ai precedenti, da Mattarella a Calderoli, ma ciò che importa veramente alla classe politica non è quella di scrivere la legge più adatta al paese, ma quella più adatta alla conservazione del potere e delle poltrone. Siamo alle solite.

2 COMMENTI

  1. E’ tutto organizzato ….poi alla fine non sara’ approvata e quindi senza riforma si passerà ad un governo tecnico …e la votazione democratica non ci sara’ mai !!

    • Caro Vic,

      si può votare anche senza la riforma: attualmente c’è in vigore l’Italicum uscito fuori dalla sentenza della Corte Costituzionale, un proporzionale con premio di maggioranza al 40%.

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