Il Generale Haftar – Ministro della Difesa del governo di Tobruk – ha nuovamente dimostrato come, oltre che al confinante Egitto, le sue attenzioni siano soprattutto riservate a Mosca.
Infatti, è a Putin e a Shoigu (il Ministro della Difesa russo) che l’ex-Capo di Stato Maggiore di Gheddafi ha inviato, tramite il suo rappresentante Abdelbaset Badri, una richiesta di rimozione dell’embargo delle armi dichiarato anni fa dall’ONU (ma non rispettato da quegli stati che sostengono gli islamisti di Misurata e Tripoli).
Badri si trovava a Mosca tra martedì e mercoledì, dove ha incontrato, secondo quanto riportato da “Izvestja”, Mikhail Bogdanov. Le richieste di Haftar riguarderebbero la consegna di armi leggere e medie, lanciarazzi multipli e parti di ricambio e munizioni per aeroplani ed elicotteri.
Alcune fonti diplomatiche aggiungono che il messaggio del Generale libico auspicherebbe anche un possibile intervento militare diretto russo nel paese nordafricano.
Lo scorso giugno Haftar ha visitato direttamente la capitale russa, trattenendosi a colloquio con il Ministro della Difesa Sergei Shoigu e col Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Nikolaj Patrushev.
Poco tempo fa, le truppe da lui comandate sono riuscite a strappare importanti infrastrutture petrolifere (Sidra, Ras Lanuf, Zutania e soprattutto il porto di Mersa el Brega) al controllo delle milizie islamiste che dominano la parte occidentale del paese e che sostengono il “Governo” di Fayez Serraj.
Fino a ora, il più grande “sponsor” straniero di Haftar é stato il Presidente egiziano (ed ex-Generale a sua volta) Al-Sisi, ansioso di non vedere uno Stato confinante venire fagocitato dalle forze ikhwanite (cioè della Fratellanza Musulmana, sostenuta internazionalmente da Turchia e Qatar).
Paolo Marcenaro