
La consapevolezza che nel Sud Est Asiatico vi siano diverse cellule dormienti del cosiddetto “Stato Islamico” sta inducendo i vertici militari indonesiani a considerare dei pattugliamenti militari e navali congiunti con le Filippine e la Malesia in funzione anti-ISIS.
E’ da notare come tale iniziativa avverrebbe all’interno del quadro dell’ASEAN, l’organismo sovranazionale di cui i tre Stati sono parte insieme ad altre nazioni del Sud Est Asiatico, potendo quindi conoscere in prospettiva un allargamento anche ad altri suoi membri.
Al momento i pattugliamenti andrebbero a tutelare le acque nazionali dell’Indonesia, così come delle altre due nazioni alleate, tutte caratterizzate da una distribuzione marcatamente insulare del proprio territorio e quindi non facilmente controllabile e collegabile.
Il Capo di Stato maggiore indonesiano, il Generale Gatot Nurmantyo, ha dichiarato di voler discutere l’operazione con le Filippine e la Malesia la prossima settimana, in compagnia del Ministro della Difesa Ryamizard Ryacudu. L’incontro avverrà proprio in Indonesia, nell’isola di Tarakan.
Al momento, com’è noto, numerose città del Sud Est Asiatico sono in allerta a causa dell’emergenza ISIS, dopo che la diramazione locale di quest’ultimo, il Gruppo Maute, ha dimostrato d’essere in grado di mettere a ferro e fuoco Marawi, nell’isola di Mindanao, nelle Filippine. Marawi è tuttora per il 20% nelle mani del Gruppo Maute, secondo quanto dichiarato ieri dai militari filippini.
A Jakarta, ascoltato anche dalla Reuters, Gatot Nurmantyo ha dichiarato che non sarebbe difficile per l’ISIS, dalla filippina Marawi, espandersi anche in territorio indonesiano. Pertanto è indispensabile assumere tutte le necessarie contromisure, prima fra tutte proprio quella dei pattugliamenti che andranno in ogni caso a beneficio anche degli altri partecipanti e non soltanto dell’Indonesia.
Il Generale Ganip Warsito, che controlla l’area prossima all’isola di Mindanao, ha espresso in tale occasione tutta la sua preoccupazione sull’eventualità che i filippini non riescano a schiacciare del tutto la filiale locale dell’ISIS. In questo caso l’Indonesia dovrebbe prepararsi a cautelarsi in prima persona.
L’Indonesia accoglie il 12% della popolazione musulmana mondiale: di fatto, è la nazione con più musulmani al mondo. In un simile teatro, è inevitabile che l’ISIS ci voglia mettere lo zampino, portando scompiglio.
Nel 2016 a Jakarta avvennero i primi attentati da parte dello Stato Islamico, fortunatamente contrastati dalla pronta ed efficace risposta delle autorità indonesiane che immediatamente neutralizzarono i responsabili.
