
“Il Califfo Al Baghdadi è morto”. A dare la notizia è la tv satellitare irachena Al Sumaria, citando una fonte locale della provincia irachena di Ninive.
L’emittente che già in passato aveva annunciato più volte la morte o il ferimento di Abu Bakr Al Baghdadi, ha parlato di una conferma arrivata proprio dall’Isis.
La notizia è stata rilanciata dalla testata russa Sputnik News e successivamente da altri media russi e dall’agenzia di stampa iraniana Mehr.
“Le autorità di Daesh a Tel Afar, hanno annunciato la morte di Baghdadi, senza fornire dettagli, e hanno detto che il nome del nuovo Califfo verrà annunciato presto”, ha detto la fonte.
Per il media iracheno “l’annuncio era atteso, perché le autorità dell’Isis, due giorni fa, avevano all’improvviso tolto il divieto di fare riferimento in pubblico alla morte di Baghdadi”.
Le anomalie però non mancano. A cominciare dalla modalità di circolazione di una notizia così importante.
Sorprende il fatto che Daesh, maniacale nella comunicazione, non abbia utilizzato il suo media center ufficiale Al Furqan l’agenzia Amaq per annunciare la morte del suo leader.
L’Isis, sconfitta ripetutamente in Siria dai russi e dalle truppe regolari di Assad e cacciata da Mosul, in Iraq, dall’esercito iracheno dopo nove mesi di duri combattimenti, ha chiesto ai suoi combattenti “di resistere nelle roccaforti del Califfato e di non farsi condizionare dalla sedizione”, un’espressione che sta a significare l’esistenza di “complessi problemi interni che sta attraversando l’organizzazione in questo momento”.
E’ passato meno di un mese dall’ultimo annuncio della morte del califfo, fatto dal ministero della Difesa della Russia il 16 giugno scorso.
La conferma della sua uccisione nel corso di un raid avvenuto il 28 di maggio nella periferia sud di Raqqa, in Siria, però non è mai arrivata. La coalizione a guida Usa aveva fin da subito mostrato scetticismo e prudenza, dichiarando di non poter confermare la notizia.
