Il colpo di scena che non pochi avevano paventato, non c’è stato. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver sentito i Presidenti dei due rami del Parlamento, ai sensi dell’articolo 88 della Costituzione, ha firmato il decreto di scioglimento delle Camere, che è stato controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri dimissionario, Mario Draghi.

“Lo scioglimento delle Camere, ha dichiarato Mattarella, sempre l’ultima scelta possibile, è stato inevitabile per l’assenza di una nuova maggioranza. Il governo dispone degli strumenti per far fronte alle esigenze fino alle elezioni. Nonostante la campagna elettorale, i partiti collaborino per l’interesse dell’Italia”.

Il capo dello Stato ha poi spiegato cosa potrà fare l’esecutivo fino al ritorno alle urne: “Il Governo incontra limitazioni nella sua attività, ma ha gli strumenti per operare in questi mesi prima che arrivi il nuovo esecutivo. Non sono possibili pause nel momento che stiamo attraversando, i costi dell’energia hanno conseguenze per famiglie ed imprese, vanno affrontate le difficoltà economiche, ci sono molti adempimenti da chiudere nell’interesse dell’Italia”.

La data delle elezioni anticipate è fissata per il 25 settembre. La conferma è arrivata dal Consiglio dei ministri iniziato nel tardo pomeriggio di oggi.

Draghi, dopo aver ringraziato i ministri della sua squadra, li ha invitati a “mantenere la stessa determinazione” nell’attività da svolgere nelle prossime settimane, “nei limiti del perimetro che è stato disegnato”. “In particolare, ha proseguito il premier dimissionario, dobbiamo far fronte alle emergenze legate alla pandemia, alla guerra in Ucraina, all’inflazione e al costo dell’energia”.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica