Il primo ministro russo, Dmitry Medvedev, ha condannato l’abbattimento del bombardiere russo Su-24 Fencer sul territorio siriano, definendolo un “atto criminale sconsiderato” che peggiora i rapporti tra la Russia e la NATO e dimostra che Ankara sta proteggendo l’organizzazione terroristica guidata da Abu Bakr al-Baghdadi, meglio conosciuta come Stato Islamico (ISIL).

“La sconsideratezza dell’azione criminale delle autorità turche di abbattere l’aereo russo ha avuto tre conseguenze: la prima è il pericoloso peggioramento delle relazioni tra la Russia e la NATO che non possono essere giustificate da interessi, compresa la protezione dei confini di Stato”, ha dichiarato il primo ministro russo.

“La seconda conseguenza, ha aggiunto Medvedev, rincarando la dose, è stata la dimostrazione della volontà turca di proteggere i militanti dell’ISIL. Le azioni della Turchia hanno fondamentalmente messo in chiaro che il paese protegge l’ISIL. Ciò non sorprende, considerando il fatto che alcuni funzionari turchi hanno tutto l’interesse a ricevere forniture di petrolio a basso costo provenienti dallo Stato islamico”.

“E in terzo luogo, ha concluso il primo ministro, l’indebolimento delle relazioni amichevoli di lunga data tra la Russia e la Turchia, anche nei settori economico ed umanitario. Un danno che sarà difficile da riparare, le cui conseguenze immediate potrebbero tradursi in un rifiuto di una serie di importanti progetti congiunti e la perdita di posizioni da parte delle imprese turche sul mercato russo”.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, colto con le mani nel sacco, continua maldestramente a sostenere che la Turchia abbia agito in linea con il suo diritto sovrano di rispondere alle minacce, sostenendo la tesi a dir poco traballante della violazione dello spazio aereo turco da parte del bombardiere russo.

Putin ha descritto l’attacco turco come una “pugnalata alla schiena ad opera di complici dei terroristi”.