Gastone Moschin (al centro) nel ruolo del Melandri in Amici miei (1975).

La notizia è giunta ieri sera: Gastone Moschin si è spento nell’Ospedale Santa Maria di Terni in cui era ricoverato da qualche giorno. Nato l’8 giugno 1929 a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, il celebre attore, che molti ricorderanno soprattutto per il ruolo dell’Architetto Rambaldo Melandri nella saga di “Amici Miei”, aveva 88 anni. L’annuncio della morte è stato dato dalla figlia Emanuela con un post su facebook: “Addio papà, per me eri tutto”.

La sua carriera era iniziata col teatro, ma la notorietà era arrivata col passaggio al cinema, sotto registi come Damiani e Majano. L’esordio sul grande schermo era avvenuto dalla porta principale, nel film “L’audace colpo dei soliti ignoti” di Nanny Loy. Nel 1962 la consacrazione definitiva, interpretando il fascista Carmine Passante in “Anni ruggenti”, accanto a Nino Manfredi, diretto da Luigi Zampa. Seguirono poi numerose commedie, con Moschin sempre più nel ruolo di mattatore.

Ma non mancò nemmeno la presenza, con successo, in film drammatici come “Le stagioni del nostro amore” di Florestano Vancini e soprattutto “Signore e signori” di Pietro Germi, splendido e terribile affresco delle tante ipocrisie e del “si sa e si fa, ma non si dice” tipiche di una certa provincia italiana. Quell’interpretazione valse a Moschin un Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista.

Gli Anni ’70 lo videro alternare le commedie ai polizieschi all’italiana, come “Roma bene” di Carlo Lizzani e “Milano calibro 9” di Fernando Di Leo. Ma il grande compito fu quello di rimpiazzare Fernandel nella saga di Don Camillo: “Don Camillo e i giovani d’oggi”, riscosse grande popolarità al botteghino. Poi fu il turno de “Il delitto Matteotti”, di una parte come il terribile Don Fanucci ne “Il Padrino parte seconda” e infine di un altro grande successo, “Squadra volante” con Tomas Milian e Mario Carotenuto.

Il grande successo, che lo trasformò agli occhi degli italiani in un vero e proprio Mister Simpatia, fu comunque con “Amici Miei”. Moschin prese parte a tutta la saga, interpretando il ruolo del divertentissimo Architetto, spesso vittima per il suo candore dei suoi stessi amici e compagni di “zingarate”.

Negli ultimi anni duettò con Terence Hill in “Don Matteo”, oltre a recitare in “Sei forte maestro”, due fortunate serie TV molto apprezzate dal pubblico italiano. Con Moschin scompare l’ultimo protagonista della squadra di “Amici miei”. Adesso sono di nuovo tutti insieme, pronti a compiere nuove zingarate.

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Nato a Pisa nel 1983. Direttore Editoriale de l'Opinione Pubblica. Esperto di politica internazionale e autore di numerosi saggi.