
Non è un buon momento per i renziani. La “comunicazione”, più volte presentata come fiore all’occhiello dei leopoldini, sta facendo acqua da tutte le parti. L’ultimo svarione è di oggi, ai microfoni di Radio Cusano Campus.
Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del Partito democratico, nel tentativo di elogiare il dipartimento sulle mamme del partito voluto da Matteo Renzi, si è lasciata prendere la mano, mettendo in imbarazzo i dem e provocando l’immediato smarcamento di diversi possibili alleati elettorali.
Queste le sue parole: “In Italia nascono sempre meno figli, la genitorialità viene spesso lasciata da sola. Non ci sono più mamme in Italia, vi rendete conto che siamo il Paese più anziano d’Europa? Siamo un Paese che rischia tra qualche decennio di non avere più ragazzi italiani. Se uno vuole continuare la nostra razza, se vogliamo dirla così, è chiaro che in Italia bisogna iniziare a dare un sostegno concreto alle mamme e alle famiglie. Altrimenti si rischia l’estinzione tra un po’ in Italia”.
Uno scandalo per un partito che annovera tra le sue file chi, come il deputato Michele Anzaldi, in nome del politicamente corretto, nel 2015 aveva chiesto addirittura all’allora ministro Maria Elena Boschi di eliminare la parola “razza” dall’articolo 3 della Costituzione.
“Leggo dalle agenzie di stampa che una certa Patrizia Prestipino, dirigente nazionale del Pd, nell’improbabile tentativo di difendere la scelta di istituire in quel partito un dipartimento mamme, ha sostenuto la necessità di dare continuità alla ‘razza’ italiana. Vorrei ricordarle che come diceva un tale Albert Einstein la razza è una sola. È la razza umana. Il caldo evidentemente fa proprio male…”, ha commentato il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.
Critiche durissime anche dai colleghi del Pd. “Provo raccapriccio e penso che un dirigente del mio partito dovrebbe trovare il modo di chiedere pubblicamente scusa prima che al Paese al proprio partito per il danno all’immagine arrecato. La dimostrazione che l’ignoranza e l’imbecillità non hanno colore…”. Così il deputato dem Dario Ginefra.
Il senatore Nicola Morra (M5S) ha evidenziato, invece, la doppiezza del Pd, chiamando in causa Emanuele Fiano: “Ma come, Fiano (Pd) proponeva nuove leggi contro chi fa propaganda fascista, e lei rispolvera i programmi del Partito nazionale fascista? Non sarà che i nostalgici ce li hanno in casa?”.
La renziana, travolta dalla bufera, ha presentato le proprie scuse. “Questa mattina, nel corso della trasmissione radiofonica mattutina di Radio Cusano Campus, in maniera del tutto erronea, ho usato il termine razza nell’ambito di una discussione sulla natalità, ha spiegato l’esponente del Pd, mi scuso chiaramente per l’uso di questo termine che, peraltro, nulla aveva a che fare con la discussione in corso in quel momento”.
