Kownacki

Bartosz Kownacki, un funzionario del Ministro della Difesa polacco, Antoni Macierewicz, è stato accusato di avere legami con i gruppi di destra filorussi, dopo che un giornale tedesco ha riferito che Kownacki, nel 2012, si era recato a Mosca insieme ad una delegazione di destra. Questi era membro di un gruppo di osservatori internazionali polacchi durante le elezioni russe del 2012.

Insieme a lui vi era anche Mateusz Piskorski, leader del partito polacco Zmiana e fondatore dell’European Centre for Geopolitical Analysis (ECGA), detenuto da più di un anno in carcere in Polonia con l’accusa, mai formalizzata, di spionaggio per conto di Russia e Cina.

Secondo la Commissione Elettorale Centrale della Russia, in quell’occasione, Kownacki era uno dei quattro membri polacchi delle ONG, insieme a Piskorski. Secondo il quotidiano tedesco Frankfürter Allgemeine Zeitung, il vice-capo di Zmiana, Konrad Rękas, ha riferito che lo stesso Piskorski avrebbe organizzato la partecipazione di Kownacki all’osservazione delle elezioni di Mosca del 2012. Inoltre, lo stesso articolo del FAZ riporta che Piskorski e Kownacki sarebbero coinvolti nell’Alleanza Europea dei Movimenti Nazionalisti (AENM, alleanza nata a Budapest il 29 ottobre 2009 da alcuni partiti nazionalisti di destra e di estrema destra europei). 

Kownacki ha negato che Piskorski abbia organizzato la sua partecipazione alle elezioni di Mosca del 2012, affermando di essersi recato nella capitale Russa su invito dell’AENM. Ha inoltre affermato di non avere avuto contatti con Piskorski né prima né dopo l’occasione. “Non è una coincidenza che la stampa tedesca mi abbia attaccato senza alcuna base nel momento in cui la Polonia stava firmando un contratto chiave con gli Stati Uniti riguardo l’acquisizione di un sistema missilistico Patriot, che potrebbe influenzare gli interessi delle compagnie della difesa tedesche,” ha detto Kownacki.

Il partito Zmiana si definisce il “primo partito non-americano in Polonia”, promuove un orientamento filorusso in politica estera ed accusa i politici polacchi di esacerbare la crisi in Ucraina. L’arresto del leader Piskorski è avvenuto nel maggio 2016 per presunte attività di spionaggio, per presunti incontri in Russia con agenti dell’intelligence russa e per presunto raccoglimento di fondi al fine di organizzare proteste anti-NATO in Polonia. È stato anche accusato di “cercare di influenzare l’opinione pubblica in Polonia”.

Alcuni membri del Parlamento Europeo hanno scritto una lettera alle autorità polacche per chiedere il rilascio di Piskorski, appellandosi alla Carta fondamentale dei diritti dell’Unione Europea, la quale recita che “ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi si possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”. Tuttavia, non sono state trovate prove che confermino l’accusa, e pertanto la sua detenzione è definibile solo come preventiva.

Ora, in Polonia, l’accusa a Kownacki ha sollevato la preoccupazione che Macierewicz, il Ministro della Difesa, possa essere in qualche modo legato ai filorussi.

Silvia Vittoria Missotti