È ufficiale, i candidati alle primarie del Pd a Milano sono quattro: Giuseppe Sala (ex commissario Expo), Francesca Balzani (vicesindaco di Milano nella giunta Pisapia), Pier Francesco Majorino e Antonio Iannetta, direttore di UISP. C’è subito da dire che il Pd e Renzi spingono molto su Milano. Città dove una vittoria sembra molto probabile, anche a causa della forti indecisioni del centrodestra, che non sembra riuscire a trovare un nome che possa mettere d’accordo tutti.

Il candidato più forte, tra i quattro, sembra essere Giuseppe Sala. Sala, che è stato unico commissario di Expo, è ora il candidato numero uno di Renzi. Il premier fin da subito aveva puntato sul suo nome considerando Sala ” un candidato forte e vincente”. Si sollevano,tuttavia, numerosi dubbi sul suo passato. L’ex commissario di Expo è stato a lungo un dirigente d’azienda, presso diverse società quali Tim e Pirelli, ambiti dove sembra aver agito bene e con grande competenza. I dubbi tuttavia scaturiscono dalla sua esperienza in Expo. Sala è infatti accusato di aver assegnato degli appalti in maniera illecita, più specifiche indagini hanno successivamente portato all’arresto di due suoi collaboratori: Carlo Chiesa e Angelo Paris. Il commissario, al momento degli arresti, si è mostrato quasi sorpreso e rammaricato di quanto successo, ritenendo che fosse stata fatta semplicemente giustizia.

L’Inchiesta dopo gli arresti è stata interrotta dal procuratore di Milano Edmondo Liberati in nome della cosidetta “sensibilità istituzionale”. Lo stesso Renzi , sollevando qualche dubbio, aveva ringraziato il procuratore per aver sottratto il suo attuale candidato da pericolosi riflettori. Riflettori che, alla lunga ,avrebbero potuto scavare troppo in profondità rivelando qualche altro scandalo, che chiaramente non avrebbe giovato a Renzi.

Sala in questi ultimi giorni è tornato negativamente sulla scena. I progettisti di Palazzo Italia, padiglione di Expo, hanno infatti reclamato un mancato pagamento che ammonta a 6 milioni di euro. Il team di architetti denuncia di aver lavorato in “una situazione di totale illegalità”. Expo, a causa dei ritardi, aveva chiesto uno sforzo a questi architetti, promettendogli che a opera completa sarebbero stati regolati i conti, cosa che evidentemente non è successa.

Corrado Passera, candidato sindaco per Italia Unica, ha fortemente attaccato Sala in quest’ultimo periodo, dilettandosi in una vera e propria campagna denigratoria nei suoi confronti. Il cavallo di battaglia di Passera è la mancata trasparenza per quanto riguarda i conti di Expo. L’ex ministro ha accusato Sala di “aver nascosto la verità sui conti” e sostiene che “dopo le sceneggiate sul numero dei biglietti sia necessario fare chiarezza”. Giuseppe Sala si è subito buttato al contrattacco, accusando Passera di “essersi dimenticato di come si fa un bilancio” il commissario precisa infatti che “i dati presentati sono del preconsuntivo”.

Il principale avversario di Sala sembra essere Francesca Balzani, vicesindaco nella giunta Pisapia. La Balzani non è in politica da molto. La sua prima esperienza in ambiti amministrativi risale, infatti, al 2005, anno dove viene nominata nel consiglio della fondazione Carige: ” Ero totalmente digiuna di poltica e enti pubblici – afferma- ma molto entusiasta di conoscere questo nuovo mondo”. Ma la prima vera chiamata arriva nel 2007 quando, l’allora sindaco di Genova Marta Vincenzi, la nomina assessore al bilancio. Esperienza ritenuta da lei molto positiva e impegnativa, ma non tanto quanto quella al parlamento europeo dove nel 2009 viene candidata dal Pd. Ed infine a chiudere il cerchio l’esperienza come vicesindaco nella giunta Pisapia, dove lei si ritiene soddisfatta di quanto fatto e ora pronta a fare il passo successivo. Francesca Balzani che, qualche giorno fa, ha presentato il suo programma di presentazione delle primarie. Programma, che ha incentrato sulla questione del policentrismo, ritenendo, infatti, che per cambiare in meglio la città è necessario che si abbandoni la filosofia dell’unico centro, eliminando, quindi, il divario tra periferia e centro.

Balzani che, alla fin fine, si rivolge allo stesso elettorato di Pier Francesco Majorino. Il timore della sinistra è infatti quello di avvantaggiare Sala dividendo i voti tra i due candidati. Ma riguardo a ciò Majorino è stato sempre molto fermo: “né con Sala né con i salotti”. Non ha quindi intenzione di uscire di scena per avvantaggiare la Balzani.

Infine per ultimo, ma non per importanza: Antonio Iannetta. Il direttore di UISP, che è un po’ l’outsider di queste primarie, ha, infatti, agito sempre in silenzio, portando comunque a casa il numero di firme necessarie a una sua candidatura.

Alla lunga sembra essere una battaglia a due: Sala e Balzani, sotto mentite spoglie Renzi vs Pisapia. Il commissario sembra, tuttavia, dai sondaggi largamente avvantaggiato, superando addirittura il 48%. Vantaggio scaturito, sicuramente, dalla sua amministrazione Expo ritenuta comunque vincente. Alla lunga sembra non esserci partita. Sala si sentirà già la vittoria in tasca. Ma se il procuratore milanese dovesse, con un atto di ribellione,riaprire l’inchiesta, la posizione di Sala potrebbe vacillare. Egli stesso aveva infatti affermato: ” in caso di indagine sono pronto a ritirarmi”. Renzi farà di tutto per proteggere il suo sindaco, un ritiro di Sala sarebbe una sconfitta troppo pesante da sopportare. Alla fine, l’appoggio a Sala potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, alla lunga difficile da controllare.