E’ previsto per domani l’arrivo del premier Matteo Renzi nel capoluogo lombardo per incontrare il sindaco Beppe Sala e la sua giunta. Ad annunciare la visita, la prima in assoluto dopo i ballottaggi, è stato lo stesso Renzi a Varsavia.

“Martedì sarò a Milano con il sindaco Sala per ragionare insieme su alcuni progetti non solo sulle periferie ma anche sulle periferie. Poi a mezzogiorno sarò con la direttrice del Cern, Fabiola Gianotti a Milano a parlare di ricerca”. Queste le parole di Renzi che parteciperà all’inaugurazione di «Extreme. Alla ricerca delle particelle», nuovo allestimento del Museo della Scienza e della tecnologia, realizzato con il Cern e l’Istituto nazionale di fisica nucleare.

Oggetto del faccia a faccia, saranno anche gli incontri del sindaco con i vertici dell’Autorità bancaria e dell’Agenzie dal Farmaco e le possibili strategie per cercare di portare almeno una delle due strutture a Milano. Si discuterà inoltre della creazione di una free tax zone nell’area di Expo che, nelle intenzioni di Sala e Renzi, dovrebbe intercettare i capitali che dovessero eventualmente defluire dalla Gran Bretagna dopo la Brexit.

Sul tavolo anche le spinosissime questioni della gestione dei profughi che sta mettendo a dura prova la pazienza dei milanesi ed un piano di intervento rapido per le periferie, materie di scontro non solo con le altre forze politiche ma anche all’interno della stessa squadra di Sala per la presenza influente di elementi di continuità con la gestione Pisapia con il loro approccio marcatamente ideologico ad un problema che richiede pragmatismo e buon senso.

Sul tema dei migranti “si deve lavorare insieme. A meno che siano posti solo dei ‘no’. Ma io sarò sempre a fianco del prefetto”, ha assicurato il sindaco qualche giorno fa. Il problema dei migranti, ha aggiunto l’ex manager Expo, “non è più un’emergenza, è un fenomeno con cui dovremo convivere per molti anni. Il mondo non torna indietro e io sono l’ultimo che cercherà di dare colpe, anche perché penso che non ha senso dare colpe se centinaia di persone arrivano in stazione Centrale”.

A far discutere, è soprattutto la decisione di ospitare 500 profughi nel campo base Expo, che ha al suo interno 576 monolocali attrezzati, aria condizionata, mensa, area svago e punto di primo soccorso. Con 22 mila cittadini in lista per una casa popolare, simili provvedimenti potrebbero diventare benzina sul fuoco.

Il numero degli ospiti nel capoluogo lombardo, aggiornato al 3 luglio, è notevole: ben 2.793 persone. 412 del sistema di protezione richiedenti asilo Sprar, gli 800 della convenzione con la Prefettura, e il resto nelle strutture di Comune e Terzo settore. A questi vanno aggiunti i 500 del “villaggio” Expo, e i 150 che tra un mese dovrebbero trovare posto nella caserma di via Corelli. C’è una richiesta per usare anche la caserma di Baggio. 

Nella sua relazione programmatica in consiglio comunale, Sala ha anche parlato di “rigenerazione sostenibile parte dagli scali ferroviari”, definendoli “una formidabile occasione”.

Le materie della legalità e dei rapporti internazionali, saranno invece trattate da una commissione guidata da Gherardo Colombo, ufficialmente operativa entro fine mese, e da Emma Bonino con la sua “rete di rapporti”.

Delicata è anche la questione moschea, al centro di un’aspra polemica tra la moderata Maryan Ismail, fondatrice del Circolo Città Mondo del Pd milanese e Abdel Qader, sociologa mussulmana ortodossa eletta in Consiglio Comunale, responsabile culturale del Caim, riconosciuta dallo stesso sindaco come interlocutrice per la costruzione del luogo di culto.

Una scelta che ha indotto la Ismail a lasciare il partito.