Sono stati due giorni amari per il premier Matteo Renzi. I sorrisi di circostanza e gli incontri “ovattati” con la gente, sono ormai un lontano ricordo dei giorni felici delle elezioni europee, con gli 80euro e tanti selfie auto-celebrativi da dispensare. La realtà degli ultimi tempi è ben diversa e il presidente del Consiglio l’ha capito a suon di fischi e di insulti. Un migliaio di persone hanno sfilato in corteo a Catania. In testa uno striscione con un messaggio inequivocabile: “Cacciamo Renzi”. Alla fine dell’intervento di Renzi sul palco della Festa dell’Unità, sono iniziati gli scontri tra manifestanti e polizia, con due giovani fermati. i contestatori hanno lanciato pietre e bottiglie. Le forze dell’ordine hanno risposto con il lancio di un lacrimogeno. A protestare per le politiche del governo associazioni, Cobas, sindacati delle scuole, appartenenti ai movimenti No-Tav e No-Muos.

Tensione, proteste e scontri anche a Napoli per la presenza del premier al teatro San Carlo per la prima dello spettacolo con protagonista il tenore tedesco di fama mondiale Jonas Kaufmann. Alcune decine di manifestanti dei movimenti cittadini e dei centri sociali sono confluiti lungo via Toledo intorno alle 18.30 nel tentativo di convergere verso il teatro San Carlo. Le forze dell’ordine hanno predisposto cordoni di sicurezza, cinturando tutte le traverse di via Toledo e la Galleria per impedire che i manifestanti potessero raggiungere l’ obiettivo. I manifestanti hanno effettuato un tentativo di accesso in via Verdi ma sono stati bloccati. Un gruppo ha poi fatto irruzione in Galleria Umberto, dove la polizia ha effettuato delle cariche. Tra i manifestanti feriti anche la consigliera comunale del gruppo “DeMa” Eleonora de Majo. Successivamente le proteste si sono spostate in via Chiaia con un nuovo contatto tra polizia e dimostranti.

Il gruppo di maggioranza di cui è espressione de Majo ha stigmatizzato l’episodio: “Inaudita e gratuita violenza delle forze dell’ordine nei confronti dei manifestanti prima dell’arrivo di Renzi al teatro San Carlo. Denunciamo in particolare il pestaggio di Eleonora de Majo, consigliera comunale qualificatasi come tale, colpita da una manganellata alla testa mentre stava rilasciando un’intervista. Proprio per l’antagonistmo espresso dal gruppo DeMa rispetto alle politiche del governo Renzi, sono stati presi di mira non soltanto gli esponenti dei movimenti ma anche chi rappresenta questi movimenti nelle istituzioni”.

Durissime le parole del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, contenute in un post pubblicato sul social facebook: “Ieri il Teatro San Carlo era circondato da centinaia di donne e uomini delle forze dell’ordine per la presenza del Presidente del Consiglio. Questa è l’immagine costante che accompagna il premier nei suoi spostamenti pubblici. Mai vista tanta contestazione sociale così diffusa in tutto il Paese nei confronti di un premier. Utilizzo di migliaia di persone delle forze dell’ordine ogni settimana. Ieri Renzi in teatro era anche marcato stretto ed accompagnato, potremmo dire scortato, dal Commissario su Bagnoli Salvo Nastasi che non lo mollava un attimo ed aveva molta cura e premura nel presentargli tante autorevoli personalità. Un gran cerimoniere senza dubbio”.

Poi un passaggio sul ferimento del componente della sua maggioranza. “In tutto questo scenario, scrive ancora il primo cittadino di Napoli, ieri anche una Consigliera Comunale, Eleonora De Majo, in Galleria Umberto è stata colpita negli scontri tra attivisti sociali – che contestavano duramente Renzi – e le forze dell’ordine. Sono immagini che non ci piacciono. Napoli ogni giorno nel conflitto sociale individua mediazioni apprezzabili con il contributo di tutti. Quando c’è il premier tutto cambia. Pezzi di città vengono militarmente occupati. A Napoli il livello di cooperazione istituzionale è di alto livello. Ed abbiamo grandissimo apprezzamento per le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che ogni giorno operano in una città complicatissima in condizioni difficili anche con carenza di mezzi e personale”.

“Centri sociali e movimenti, conclude de Magistris, sono per noi elemento costituivo del riscatto della nostra città. La non violenza e la declinazione pacifista è la strada che la città ha preso senza esitazione. La repressione constatiamo è molto dura quando Renzi si muove. Il dissenso politico, istituzionale e sociale che il premier non tollera, non può essere represso con eccesso di durezza. In questo momento esprimiamo solidarietà ai feriti ed in particolare alla Consigliera De Majo”.

Dalla gente come scorta alla scorta degli agenti. Renzi ha deciso di usare il pugno duro con il dissenso. Se ne sono accorti anche a Napoli.