
Sul proprio profilo Facebook, Renzi ha dichiarato, a proposito della vicenda del piccolo Charlie Gard, vicenda che ha spaccato in due l’opinione pubblica: “Non riesco a togliermi dalla testa il pensiero del piccolo Charlie”.
L’ex premier ha poi aggiunto: “Mi fanno paura i social quando diventano curve da tifoseria con persone che sparano certezze e urlano, non cerco facili like. Ma condivido uno stato d’animo, più che uno status: il dolore di quei genitori e di quel bambino mi rimbomba in testa continuamente.
Mi sembra insopportabile per noi, figuriamoci per quella povera famiglia che vive queste ore così. Perché la Corte Europea dei diritti umani (diritti?) non ha concesso la cura sperimentale in America? Perché non consentire alla scienza un ultimo tentativo? Facciamo proteste ovunque per qualsiasi cucciolo, e facciamo bene. E un piccolo cucciolo d’uomo non valeva un’attenzione diversa delle autorità europee? Per una volta ho più domande che risposte…”
Pochi i commenti favorevoli, e moltissimi quelli stizziti, con gente che arriva addirittura a paragonarlo a Salvini (cosa che per la sinistra equivale a un insulto sanguinosissimo).
Molti, pur non attaccandolo direttamente, invitano il segretario del PD a tacere, a non intromettersi, invocando il parere o della scienza o dei giudici, parere che viene definito più o meno apertamente insindacabile.
La vicenda del piccolo Charlie Gard, per chi non la conoscesse, è quella di un bambino a cui è stata diagnosticata una sindrome rarissima che ne danneggia, fra l’altro, il cervello e che gli impedisce di vivere, se non attaccato alle macchine.
Al momento, in Europa, non c’è una cura, ma negli USA si parla di una cura sperimentale. I genitori vorrebbero provare, anche a spese loro (hanno raccolto numerose donazioni da ogni parte del mondo) a portarlo negli USA, ma sia i medici che i tribunali, fra cui la Corte Europea dei Diritti Umani, hanno detto di no, spiegando che il piccolo sarebbe morto comunque e che in ogni caso le sue condizioni potevano solo peggiorare.
I medici dovevano staccare la spina oggi, ma hanno concesso ai genitori tutto il weekend, in modo da consentire loro di dargli addio.
Il tema è senz’altro delicato, e probabilmente il piccolo sarebbe morto comunque. Ma davvero vogliamo vivere in un mondo in cui, per ragioni ideologiche (i genitori hanno proposto varie soluzioni, tutte a carico proprio) si impedisce a dei genitori di fare un ultimo tentativo di salvare il proprio figlio?
Chi scrive è favorevole all’eutanasia, a patto che sia volontaria. Qui però manca appunto la volontarietà del piccolo (non è ancora in grado di parlare) e vi è la ferma opposizione dei tutori legali, cioè i genitori. Non si stanno concedendo troppi poteri ai tribunali?
La deriva presa è pericolosa, non per ragioni religiose, ma pratiche: una volta accettato che si possa lasciar morire un paziente contro la sua volontà o contro quella dei suoi tutori, non si apre la strada a tutto il resto, vale a dire imporre l’eutanasia a tutti gli anziani, ad esempio agli over 80, adducendo come scusa quella che comunque prima o poi moriranno e che le loro condizioni di salute non possono che peggiorare?
Una nota a margine: se persino Renzi è rimasto sconvolto da questa notizia, al punto di sfidare i propri sostenitori, per prendere posizione contro tale decisione, come mai il Papa non sente il dovere di dire qualcosa?
Forse Renzi non doveva parlare, ma il Papa ne aveva tutto il dovere. E invece ha preferito tacere.
Massimiliano Greco

che il nostro gesu misericordioso tocca charlie con le sue mani misericordiose e faccia guarire charlie AMEN questo e il mio commento