Angelino Alfano, ministro degli interni del governo Renzi, è indagato per abuso di ufficio. Dopo la “vittoria” riportata in ambito unioni civili, che ha portato allo stralcio della tanto chiacchierata “stepchild adoption”, il ministro degli Interni si era lasciato andare a dichiarazioni piuttosto discutibili.
La frase che ha scatenato la polemica è quella pronunciata da Alfano al termine dell’ultima seduta parlamentare: “E’ stato un bel regalo all’Italia avere impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio. Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica”.
Dichiarazione cha ha sollevato, come da aspettative, il dissenso e l’indignazione dell’opinione pubblica. Risulta inconcepibile, infatti, pensare che queste parole siano state proferite da un rappresentate del governo.
A mettere in dubbio la credibilità del nostro ministro degli Interni è soprattutto la notizia dell’indagine aperta dalla procura di Roma. L’ex braccio destro di Berlusconi, è indagato per un presunto abuso d’ufficio in relazione all’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del trasferimento ad Isernia di Fernando Guida, all’epoca dei fatti prefetto di Enna.
Il caso è stato tempestivamente archiviato da Alfano: “La vicenda di cui si parla è un caso nato morto, superato e smentito dai fatti. Ho ricevuto una comunicazione che mi lascia intuire, non avendo correttamente accesso agli atti, essere relativa al trasferimento del prefetto di Enna a Isernia, mentre lui si accingeva a commissariare la Fondazione che gestisce l’Università di Enna. Da oltre 20 giorni è stata commissariata la Fondazione Università di Enna. Dunque il ministro sembrerebbe voler mettere fine alla questione etichettata da lui stesso come “un caso morto”.
Il tentativo di tirarsi fuori da un indagine che coinvolge anche alcuni suoi collaboratori, è destinato a non concretizzarsi. Nunzia Catalfo, capogruppo dei 5 stelle, è stata chiara: “Sfiduciamo Alfano. Il ministro dell’Interno, insieme al sottosegretario Bubbico è stato indagato per abuso d’ufficio”. “Proprio il 21 gennaio scorso – aggiunge – il Movimento 5 Stelle aveva presentato una interrogazione a mia prima firma, dove chiedevamo proprio ad Alfano il motivo dell’ingiustificato trasferimento del Prefetto Guida oggetto ora dell’indagine a suo carico. La Procura ad un mese dalla nostra interrogazione, ha fornito la prima risposta alle nostre domande. Ha indagato Alfano ed il sottosegretario Bubbico”.
Pronti e via la richiesta di votare la mozione in tempi brevi è stata bocciata, il Pd e Renzi non ne hanno voluto sapere. C’è da dire che l’effetto “giglio magico” risultava largamente pronosticabile: una caduta di Alfano avrebbe potuto difatto compromettere il governo nella sua interezza.
I pentastellati non hanno preso bene la bocciatura definendola come “l’ennesima azione mirata a salvare la poltrona di Alfano”.
C’è comunque da sottolineare che la questione non è stata archiviata. La sfiducia verrà difatti comunque votata in Parlamento. Il governo sta solo cercando di prendere tempo. E non potrebbe essere altrimenti. Discutere questa mozione di sfiducia a caldo, produrrebbe inevitabilmente riscontri negativi per Alfano, cosa che Renzi non si può permettere. Meglio prendere tempo e congelare la questione a tempo indeterminato.