
Centri di produzione di armi chimiche sono stati scoperti nelle aree liberate dall’assedio dei miliziani jihadisti in Siria. A riferirlo è il ministero della Difesa russo.
Ammontano ad oltre 40 le tonnellate di armi chimiche abbandonate dai jihadisti in ritirata nel paese devastato dalla guerra civile.
“Il ministero degli Esteri siriano ha sottolineato che più di 40 tonnellate di sostanze velenose sono state trovate nei territori liberati dai terroristi”, ha affermato oggi Igor Kirillov, il comandante delle unità della protezione chimica, biologica e nucleare dell’esercito russo .
Kirillov ha parlato durante una conferenza stampa a Mosca sull’avvelenamento della spia Sergei Skripal di cui Theresa May ha dato subito le colpe a Putin.
Il comandante ha anche criticato gli organismi internazionali per il loro rifiuto di lavorare con Damasco alle indagini sui presunti attacchi chimici nel paese.
Alla fine di febbraio, il Centro per la riconciliazione siriana del ministero della Difesa russo, ha reso noto di aver ottenuto informazioni relative al fatto che i militanti della Ghouta orientale “preparassero una strage con l’uso di sostanze velenose per incolpare le forze governative di usare armi chimiche contro i civili”.
L’acquisizione di informazioni importanti sull’operazione terroristica in preparazione, “ha sventato i piani della coalizione guidata dagli Stati Uniti per colpire i principali obiettivi militari siriani al fine di modificare gli equilibri di potere a favore della cosiddetta opposizione moderata”, ha aggiunto Kirillov.
Il presunto attacco chimico a Khan Shaykhun nel Governatorato di Idlib è avvenuto il 4 aprile 2017 in un’area controllata dal gruppo terrorista del Fronte Al-Nusra.
La narrazione dei media occidentali è nota: 100 civili uccisi dal gas sarin, rilasciato in un attacco aereo dalle forze governative siriane.
Washington si precipitò immediatamente ad incolpare Damasco per l’attacco e lanciò 59 missili da crociera Tomahawk presso la base aerea di Shayrat, affermando che era proprio il posto da cui gli arei con le presunte armi chimiche decollarono.
La Siria, che ha confermato di aver distrutto le scorte di sarin nel rispetto di un accordo negoziato tra la Russia e gli Stati Uniti nel 2013, ha negato le accuse americane.
La Russia ha anche sottolineato che un’indagine imparziale e approfondita sull’incidente non ha mai avuto luogo, con gli esperti dell’OPCW che si sono rifiutati di visitare Khan Shaykhun.

E’ evidente che esiste la volonta’ criminale di creare i presupposti di un attacco americano e sionista in Siria, anche a costo di creare migliaia di morti con gas velenoso.
Questa congiuraq la si vede bene dal modo coke viene data l’informazione sui fatti siriani dai nostri media. m
Tutte falsita’ , filmati vecchi di repertorio, e montati in modo fraudolento, con notizie false.
Credo che russi e siriani debbano fare in fretta a eliminare le sacchi terroristiche in modo da ripulire la siria da questa peste terroristica targata occidentee ridare la pace ai siriani che si meritano di vivere in pace senza assassini in circolazione.