
Il presidente Vladimir Putin ha perdonato Nadezhda Savchenko, la pilota ucraina che era stata condannata a 22 anni di carcere per la parte avuta nell’uccisione di due giornalisti russi. La Savchenko è arrivata in aereo a Kiev, mentre due cittadini russi detenuti in Ucraina sono tornati in Russia.
Vari leader europei, Mogherini e Schulz in testa, hanno esultato per il rilascio, salutandoo come segno di distensione da una parte, e di un trionfo dei diritti umani dall’altra, ma non hanno espresso alcun commento riguardo i crimini commessi dalla pilota ucraina.
Poroshenko, da parte sua, ha addirittura pronosticato che, dopo il ritorno della Savchenko – la quale ha promesso di battersi per il rilascio di tutti i prigionieri ucraini in Russia – sarà la volta del Donbass e della Crimea nella disponibilità del governo ucraino.
Da quanto emerso dalle dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, stamane, prima di concedere la grazia presidenziale alla pilota ucraina, Vladimir Putin ha incontrato i familiari dei due giornalisti assassinati dal militare del battaglione Aidar nel 2014.
Putin avrebbe ringraziato i familiari delle due vittime per la loro posizione sulla grazia e ha spiegato che il provvedimento nei confronti della Savchenko “è mosso principalmente da scopi umanitari”. Il presidente russo nell’incontro con i familiari si è augurato, infatti, che la mossa russa “serva ad evitare nuovi inasprimenti del conflitto e altre tragiche perdite di vite umane”.
Massimiliano Greco
