A Palermo non c’è stato il flop annunciato e sperato da tanti sedicenti analisti e politologi che un giorno sì e l’altro pure attaccano il governo italiano. Pubblicare i titoloni dei più “autorevoli” quotidiani italiani, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

Le assenze date per certe da chi predica la libertà di informazione e pratica la faziosità pseudo-giornalistica per compiacere i partiti di riferimento e gli editori-prenditori-imprenditori che gli pagano gli stipendi, sono state sconfessate dalle presenze in carne ed ossa ad un appuntamento che per, momento storico e dinamiche politiche attuali, assume un’importanza notevole e dà la possibilità all’Italia di poter rivendicare nuovamente un ruolo strategico in Libia e nel Mediterraneo.

E’ solo un primo passo, sia chiaro, ma dopo l’aggressione militare al paese africano voluta dai francesi e neanche minimamente contrastata da Napolitano e Berlusconi, rappresenta un cambio di rotta importante.

 

 

Chi continua a blaterare di isolamento internazionale dell’Italia, lo fa per partito preso. I presunti “sprovveduti” gialloverdi, stanno dimostrando di tenere ben presente l’importanza di determinati dossier. Al vertice palermitano, epicentro di rilevanti interessi geopolitici, si è arrivati anche grazie ai recenti viaggi di Conte, Di Maio e Salvini attraverso i quali sono stati riannodati rapporti importantissimi. Chi sminuisce la portata dell’evento, non è un giornalista imparziale ed attento ma un ultras dei partiti sconfitti il 4 marzo o, peggio ancora, una sponda delle mire francesi.

Contro quella che definisce “stampa di regime, serva dei poteri forti, contraria a tutto quello che porta avanti con successo il Governo del Cambiamento”, si è scagliata Sabrina De Carlo, deputato e capogruppo in Commissione esteri del Movimento 5 Stelle.

“Ne stiamo parlando molto in questi giorni, ci accusano di voler cucire la bocca ai giornalisti, noi invece vorremmo solo un’informazione libera e che non si lasci condizionare da questo o quel potere”, scrive la parlamentare su Facebook.

“Prendete per esempio, continua il post, quello che scrivono oggi sulla conferenza di Palermo per la Libia, voluta e organizzata dall’Italia, un evento storico, una svolta. L’hanno classificata come un fallimento e invece la stretta di mano tra al-Sarraj e Haftar sotto lo sguardo del presidente Giuseppe Conte è la prova tangibile di un lavoro diplomatico prezioso ed efficace che il nostro governo sta portando avanti”.

 

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Per De Carlo “è inaccettabile che una parte della stampa non abbia l’onestà intellettuale di riconoscere il merito del governo italiano, di portare intorno al tavolo del confronto tutti i soggetti che in Libia si sono contrapposti in questi anni”. “Forse questi giornali tifano contro l’Italia e contro la sicurezza del Mediterraneo?”, si chiede la pentastellata.

“Augurarsi il fallimento di una conferenza di pace e cercare di far passare questo messaggio, chiosa Sabrina De Carlo, non è informazione e la gente lo capisce benissimo che la stabilizzazione della Libia è di vitale importanza non solo per i nostri rapporti commerciali, ma soprattutto per il controllo delle frontiere e per limitare l’azione di criminali che lucrano sulla pelle dei migranti”.