matteo salvini

I fatti: Rouhani è venuto in visita in Italia. Qualcuno – non si sa bene chi: lo scaricabarile è già cominciato – ha pensato di coprire le statue di nudo del Campidoglio, per “evitare che il presidente iraniano potesse scandalizzarsi.”
Ieri è quindi divampata la polemica, con Salvini che ha commentato: “roba da matti. Rispettino la nostra cultura.”

In tutto questo dibattersi di nani e di ballerine, paradossalmente l’unica cosa intelligente è stata detta dai Radicali, seppure parlando “pro domo loro”. I Radicali hanno infatti commentato: “A giugno dello scorso anno, sempre ‘per rispetto’, vennero coperti i manifesti della mostra di Tamara de Lempicka per la visita del Papa nella laica Torino.”

Gli altri partiti di destra sono più o meno sulla stessa lunghezza d’onda di Salvini. Questo nonostante il presidente iraniano abbia detto chiaramente di non aver mai chiesto nulla di simile. Ma tant’è: come con la vicenda dei crocefissi e dei presepi, sinistri e destri usano l’Islam come scusa; i primi per imporre un misto di laicismo e femminismo, i secondi per bandire nuove crociate.

In questo Paese, talmente spensierato da potersi permettere milioni di immigrati e i carrozzoni del Gay Pride, nonostante la disoccupazione giovanile viaggi verso il 50%, non poteva mancare un passatempo di “destra”. Il passatempo di cui vi parleremo è l’islamofobia, o meglio l’islamo-arabofobia (tanto per molti destri anche gli iraniani sono arabi).

Chiariamoci, i vari islamofobi in realtà non hanno affatto la fobia dei petrodollari sauditi, qatarioti etc. In Italia, ma non solo, tali persone hanno molto seguito per alcune ragioni essenziali:

  1. Offrono spiegazioni semplici (“l’Islam ci odia e si prepara a invaderci”) a problemi complessi.
  2. Sono autoassolutorie (l’occidente grosso modo va bene così com’è, a patto che “apra gli occhi” sul pericolo islamico).
  3. Evitano di attaccare la radice del problema (il sistema liberal-capitalista occidentale, americano in particolare, che, col suo bisogno di espansione illimitata, lo porta spesso a fomentare l’integralismo islamico per indebolire i Paesi che vuole soggiogare, e a proteggere i paesi islamici più reazionari. Questo anche allo scopo di procurarsi un gran numero di immigrati di usare sia come esercito salariale di riserva, che per esercitare pressioni sulle classi dominate occidentali.

Chiariamoci: chi scrive condanna fermamente la copertura delle statue. Ma:

  1. L’Islam qui c’entra poco: si tratta del solito autolesionismo di sinistra.
  2. L’Italia è sottomessa verso chiunque conti qualcosa, dagli americani ai sauditi, passando per Germania e Francia. Lamentarsi della minaccia islamica (o, a sinistra, del presunto espansionismo russo) tacendo della bieca sottomissione a Washington non è ridicolo, ma semplicemente servile.
  3. Gli accordi con l’Iran valgono circa 17 miliardi di euro. E questo non va giù a molti Paesi e a lobby potentissime. Non va bene ai sauditi, acerrimi nemici degli iraniani; non va bene al Qatar e alla Turchia, altri nemici dell’Iran, nonché finanziatori, assieme ai sauditi, del terrorismo islamista. E non va bene a Israele; quest’ultimo ha fatto di tutto per convincere Obama a non rompere l’isolamento dell’Iran. Non riuscendoci, tutti questi paesi si stanno avvicinando l’un altro per contrastare la potenza iraniana. In Yemen, in Siria e, probabilmente, anche altrove.
  4. E poi, quando si grida contro l’Islam, di quale Islam si parla? Di quello siriano, laico e socialista, in cui le donne votano da prima che in Italia, girano liberamente e possono perfino arruolarsi nell’esercito? O di quello saudita, dove solo di recente è stato concesso alle donne di guidare, e dove si viene decapitati per accuse ridicole? Si parla di Islam, ma quale? Quello saudita che, col supporto dell’occidente, finanzia l’ISIS o quello iraniano e siriano che lo combatte?

Visto quanto è complessa la situazione? Non è meglio semplificare il tutto, asserendo: “ci siamo noi e ci sono loro. Loro sono i cattivi e noi siamo i buoni”?

Massimiliano Greco