
Domenica scorsa reparti della guardia nazionale ucraina hanno attaccato l’insediamento di Kalinovka in territorio della Repubblica di Lugansk. La puntata offensiva è stata preceduta da un intenso fuoco d’artiglieria che ha coperto l’avanzata dei primi esploratori della 54 brigata che sono riusciti a catturare due miliziani, ma la contro reazione non si è fatta attendere e gli ucraini si sono dovuti ritirare con pesanti perdite si parla di 10 uomini morti lasciati sul campo ed una ventina di feriti. Testimoni parlano di aver sentito frasi “inneggianti alla riconquista della loro terra”. Il tutto proferito verso un nemico che ci è nato e vissuto in quella stessa terra che loro hanno sentenziato di propria appartenenza. Se non ci fossero tanti morti di mezzo ci sarebbe da ridere.
Ai morti ucraini si devono aggiungere 2 soldati di LNR morti in questa battaglia.
Sul posto è accorso a fare reportage l’onnipresente Vittorio Rangeloni che ha trascorso la notte in trincea sotto le bombe per darci queste notizie di prima mano, ancora un grazie a questo coraggioso. I vertici della Repubblica di Lugansk hanno chiesto all’OSCE d’intervenire, i combattimenti non accennano a diminuire e s’incomincia a pensare ad un vero tentativo di sfondamento delle linee piuttosto che ad una ricognizione offensiva. La linea di fonte non è in movimento ma i combattimenti sono accesi.
Qui di seguito il link dell’incontro con i giornalisti con il portavoce di LNR colonnello Anashenko fatto la sera del 18 dicembre.
https://www.youtube.com/watch?v=prAeXAztmpA
Due riflessioni da fare, la novità è il tentativo di attacco sul territorio tenuto dalla Repubblica di Lugansk, gli ucraini sembrano cercare un obbiettivo meno tosto delle milizie di Donetsk ma sembra che fino ad adesso abbiano sbagliato i calcoli. Ci sono sempre stati scontri anche sulla linea di fronte con LNR ma era da tanto che non accadeva una battaglia di queste proporzioni.
I consiglieri canadesi, polacchi e di altre nazionalità che hanno valutato la carta verso Debaltsevo sono rimasti scottati forse anche in prima persona. Certo non hanno preso una decisione in autonomia. Che i supervisori CIA dell’ambasciata di Kiev puntino da diversi giorni ad aumentare la conflittualità in Ucraina al fine di far pagare uno scotto politico ad un eventuale sganciamento da Kiev dell’amministrazione Trump? Uno scenario da non escludere.
Max Bonelli
