
I sostenitori di Erdogan e gli oppositori curdi si sono scontrati duramente davanti al consolato turco a Bruxelles.
Il primo, provvisorio bilancio è di tre curdi accoltellati mentre si recavano a votare per il referendum sull’estensione dei poteri presidenziali voluto da Erdogan.
Dopo l’attacco, gli assalitori si sarebbero rifugiati all’interno del consolato.
La polizia è intervenuta per sedare la rissa, ma non si sa ancora con certezza se vi siano stati fermi o arresti.
Incerto è anche il numero delle persone coinvolte.
Secondo l’agenzia di stampa curda Firat News, uno dei feriti, pugnalato allo stomaco dai sostenitori dell’Akp, il partito di Erdogan, sarebbe grave.
I cittadini turchi residenti all’estero sono circa 3 milioni, di cui quasi la metà risiede in Germania. In Turchia, invece, le votazioni sul referendum riguarderanno oltre 55 milioni di persone ed inizieranno il prossimo 16 aprile
Qualora la “riforma” dovesse essere approvata, Recep Tayyip Erdogan avrebbe ancora più poteri, diventando il capo dell’Esecutivo oltre a mantenere il ruolo di Capo di Stato, eliminando in pratica la funzione del Primo ministro. Le attribuzioni di quest’ultimo passerebbero al Presidente stesso che potrebbe anche dichiarare autonomamente lo stato d’emergenza o far dimettere i ministri del governo.
A far discutere le opposizioni è soprattutto il nuovo meccanismo a soglie crescenti che regolerebbe o meglio ingarbuglierebbe il procedimento della messa in stato d’accusa del Presidente, rendendolo di fatto inapplicabile.
