E’ stata una settimana calcistica tutta all’insegna di Lucianone Moggi (noi de l’Opinione Pubblica ne abbiamo parlato abbondantemente qui: https://www.opinione-pubblica.com/ritorno-lucky-luciano/), nuovo consulente del Partizani Tirana,  quella che ha condotto al trentaquattresimo turno di Serie A, spalmato dal venerdì alla domenica. La copertina di questo fine settimana pallonaro va tutto alla Lazio che ha sconfitto la Roma in un derby come al solito infuocato spianando definitivamente la strada alla Juventus verso il tricolore e riaprendo i giochi per il terzo posto. Il Napoli, vincendo di misura su un’Inter in piena crisi, si porta ora ad una sola lunghezza dai giallorossi mentre anche l’Atalanta, imponendo il pari alla Magna Juventus, blinda ormai il quinto posto. Tutto da scrivere invece per il sesto (e scomodissimo) posto dove Milan (solo pareggio a Crotone) e Fiorentina (battuta a Palermo) sembrano non avere una grandissima voglia di iniziare la stagione sportiva anzitempo. Situazione sempre più interessante in coda: il Crotone, nonostante il calendario super tosto, sembra davvero in palla e non perde davvero più neanche contro gli squadroni (o presunti tali). L’Empoli ha ripreso a perdere anche se nelle prossime giornate di campionato dovranno affrontare avversari abbordabili, mentre il Genoa versa ormai in una crisi senza fine e potrebbe essere risucchiato e superato sia dai calabresi che dai toscani.

Atalanta – Juventus 2-2

Partita splendida all’Atleti Azzurri d’Italia, forse la più bella della giornata, tra Atalanta e Juventus. Il collettivo della squadra di Gasperini è riuscito a giocare un brutto scherzo ai singoli in casacca bianconera. Chiaro, la Juventus aveva tutta la testa rivolta alla semifinale di andata contro il Monaco, però la partita ha dato una valida dimostrazione di come si può mettere in difficoltà la corazzata degli Agnelli: pressing continuo a centrocampo contro l’esigua mediana, attacchi rapidi e senza punti di riferimento alla linea difensiva bianconera. Gasperson ha indovinato la carta del falso centravanti (Gomez) e i fatti gli hanno dato ragione, ora staremo a vedere se Jardim, tecnico del Monaco del super-agente Jorge Mendes (ne parleremo a breve!), avrà studiato l’Atalanta e preparato qualche trabocchetto per la Vecchia Signora…

Torino – Sampdoria 1-1

Pareggio tra due squadre tranquille, così si può riassumere la partita tra Torino e Sampdoria, finita con un salomonico 1 a 1 che non serve a nessuna delle squadre. La Sampdoria si è confermato una squadra messa meglio in campo e più ordinata dal punto di vista tattico mentre il Toro al contrario ha palesato i soliti limiti nella gestione e nella conduzione del match. Ancora a secco, per la seconda volta consecutiva, il Gallo Belotti che ho scoperto essere l’idolo del figlio di Bonucci

Roma – Lazio 1-3

Gran bel derby, al sangue rovente come da tradizione, che ha incoronato definitivamente il modesto parvenu della panchina Inzaghino come “Ottavo Re di Roma”. Ancora una volta però la biglia lucida di Spalletti ci ha capito poco della stracittadina: il 4-2-3-1 sfilacciato  schierato da Lucianone si è infatti andato a schiantare contro il semplice 3-5-2 messo in campo da Inzaghino con Milinković-Savić a fluttuare tra le due punte ed il centrocampo e pronto a partire in pressing sui difensori avversari. Nei fatti la Lazio ha messo in mostra un bel “tutti dietro e palla a Keita” (ennesima sculata di Lotito), migliore in campo e autore di una sontuosa doppietta. La compagine biancoceleste ha confermato di avere attributi davvero importanti: il doppio clamoroso errore arbitrale (rigore non concesso a Lukaku, rigore inventato per simulazione di Strootman) avrebbe segato le gambe a chiunque e scatenato polemiche interminabili nella Città Eterna, invece i biancocelesti, con quel pizzico di fortuna che aiuta sempre chi osa di più, sono riusciti a mettere le mani sulla stracittadina.

Crotone – Milan 1-1

Sul piccolo catino del Crotone il Milan ha disputato la solita prova scadente degli ultimi tempi: squadra bolsa e involuta sul piano del gioco, il solito disastroso e pasticcione Zapata (guardate come “marca”  bene Trotta sul gol dell’1 a 0, uno spaventapasseri faceva più bella figura!), le solite parate di Donnarumma che il prossimo anno potrebbe andare assieme al capitano De Sciglio alla Juve! Il Crotone comunque ha disputato una super partita, vincendo il confronto sul piano fisico, il futuro dei calabresi passerà tutto dalle partite contro Juventus e Lazio che potrebbero essere già sazie e senza obiettivi. Tra Empoli, Genoa e Crotone appunto i calabresi sono la squadra che sembra stare meglio: in attacco Falcinelli e Trotta non sono fenomeni ma di riffa o di raffa la buttano dentro, la condizione fisica sembra ottimale mentre la difesa sembra ben registrata dalla mano del sottovalutato Nicola.

Palermo – Fiorentina 1-0

Ultimo sussulto d’orgoglio per il Palermo: nella giornata che doveva condannare matematicamente alla B la squadra siciliana, i rosanero hanno tirato fuori l’orgoglio e hanno battuto una Fiorentina inconcludente e spuntata che di arrivare sesta probabilmente non ne ha nessuna voglia. Piacevole ritorno al gol per Alino “Jovanotti” Diamanti, giocatore che avrebbe meritato miglior sorte nel corso della sua carriera.

Genoa – Chievo 1-2

Si fa sempre più drammatica la situazione del Genoa: il grifone aveva la possibilità di blindare la salvezza battendo un Chievo reduce da cinque sconfitte consecutive, invece la banda Preziosi è riuscita nella clamorosa impresa di perdere dopo essere addirittura passata in vantaggio per prima, per inciso contro una squadra che ha una fase offensiva abbastanza approssimativa e precaria. Se non è uno psicodramma poco ci manca: il calendario è difficile (Inter, Palermo, Torino, Roma), la squadra sembra completamente sulle gambe, senza fiato ed energia con una difesa che fa acqua da tutte le parti (e va bene che Genova è città di mare) e un attacco di pesi piuma che non è capace di far male nemmeno ad una mosca. Se il burbero Jurić si è messo a piangere significa che la situazione è davvero al limite…

Empoli – Sassuolo 1-3

Brutta sconfitta per l’Empoli che si è fatto sorprendere da un Sassuolo tranquillo ma non arrendevole, con la vittoria sul Milan i toscani pensavano di aver chiuso tutti i giochi invece dovranno soffrire ancora un bel po’ per portare a casa la salvezza. Non è un caso a mio avviso che i neroverdi emiliani abbiano collezionato un’altra bella prestazione contro una squadra che ama giocare “largo” come quelle di Sarri…

Bologna – Udinese 4-0

Comodo successo del Bologna sull’Udinese in una partita che ha ben pochi spunti da offrire: l’Udinese ha visto subito abortire il suo esperimento di difesa “a tre” contro il tridente offensivo dei rossoblu con Verdi e Destro (giocatori che per un motivo o per l’altro sono spesso mancati a Donadoni) in grande spolvero.

Cagliari – Pescara 1-0

Successo di misura del Cagliari sul già retrocesso Pescara in una partita che passerà agli annali solo per i cori beceri rivolti a Muntari: razzisti li definiscono qualcuni, io invece preferisco definirli ignoranti e basta. Non mischiamo la lana con la seta: un conto è l’apologia diretta del razzismo, con o meno rigurgiti fascistoidi e colonialisti (“io son bianco e figo, tu sei nero e devi schiattare!”) che va sempre combattuta e prevenuta, un conto sparare al vento frasi sì offensive ma completamente prive di contesto.

Inter – Napoli 0-1

Veniamo al posticipo della domenica che ha visto il Napoli sbancare San Siro battendo un’Inter in piena crisi tecnica: per la squadra di Pioli cinque partite e un solo misero punto raccolto e l’impressione che quei quattro giorni di ritiro non siano serviti ad una mazza. Del resto ve lo vedete una squadra che ha come capitano un tipo come Wandito Icardi e allenatore un “cuor di leone” come il Buffa andare in clausura come le suore a “concentrarsi” per raggiungere il sesto posto in campionato? Ma dai siamo seri! Venendo alla partita un Napoli non trascendentale e abbastanza inconcludente è riuscito a battere un’Inter completamente allo sbando e senza idee. Buffa/Pioli se le è cercate per l’ennesima volta dando l’impressione di essere fuori di melone: nel secondo tempo infatti, con una squadra schierata con due punte, un trequartista ed un tornante, ha deciso di rimescolare le carte togliendo prima il trequartista (Giovanni Mario) per un’ala (Perišić) salvo poi tornare sui suoi passi reinserendo un trequarti (Banega) togliendo però la seconda punta (Eder). Ma che senso ha sta roba? Boh! La mediocrità dell’Inter come società si può tranquillamente evincere dal fatto che una motozappa come Nagatomo (bravo ragazzo per l’amor di Dio) vesti il nerazzurro da ben sei stagioni e occupi il ruolo che fu di Facchetti e Brehme… Pensate che il povero Ausilio (un uomo un perché direbbe la Gialappa’s) con tutte le borse che deve portare, sia in grado di ricostruire una squadra con i soldi dei cinesi?