A Milano, un gruppo di giovani ha prima insultato uno dei passeggeri del bus sul quale viaggiavano, poi, una volta scesi, lo hanno picchiato. L’uomo, un cinquantaseienne, ha estratto un coltellino multiuso, e ha accoltellato uno dei suoi aggressori, un diciassettenne, ferendolo al fianco.
L’episodio è avvenuto ieri sera, attorno alle 22, sulla Linea 80. Il ragazzo è stato ricoverato in prognosi riservata, ma non è in condizioni gravi. L’uomo, invece, è stato medicato per le ferite riportate al volto, e poi denunciato dai carabinieri per lesioni.
All’origine dell’aggressione bestiale, un semplice rimprovero dell’uomo nei confronti dei ragazzi, che hanno bloccato le porte, facendo ritardare la partenza del mezzo. I teppisti hanno prima reagito con gli insulti, poi sono scesi alla stessa fermata dell’uomo, e l’hanno pestato. L’uomo, per difendersi, ha estratto un coltellino multiuso, e ha colpito, con un solo fendente, uno degli aggressori.
Questi i fatti, veniamo alle opinioni.
Che nel nostro Paese – in barba alle statistiche più o meno farlocche – ci sia un problema di sicurezza, è cosa nota a chiunque non giri in auto blu.
Le aggressioni, spesso per motivi stupidi, o squallidi, sono all’ordine del giorno; a volte basta uno “sguardo di troppo”, altre volte ribellarsi alla prepotenza dei teppisti.
Le forze dell’ordine sono, al meglio, impotenti, al peggio corresponsabili, dato che spesso mettono sullo stesso piano i cittadini che si difendono, e i loro aggressori.
Ancora maggiori sono le responsabilità della magistratura, che spesso chiude un occhio con i criminali, anche pluri-recidivi, specie se immigrati, ma si accanisce su chi difende sé stesso e altre persone.
Così, da una parte – tranne in caso di omicidio volontario – i criminali spesso la fanno franca, e le forze dell’ordine spesso nemmeno fanno finta di cercarli, anche perché quasi sempre vengono rimessi in libertà dal magistrato “petaloso” di turno, dall’altra quei cittadini che si difendono o – orribile a dirsi! – provano a far valere le proprie ragioni, vengono perseguiti.
Lo Stato, ancora una volta, sceglie di schierarsi con i delinquenti, e denuncia una persona che, se non si fosse difesa, probabilmente sarebbe morta o avrebbe subito lesioni gravi.
È dei giorni scorsi la notizia di quel capotreno condannato a 20 giorni di carcere per aver costretto a scendere un immigrato – poi espulso – in quanto privo di biglietto. L’immigrato l’ha prima insultato, e poi pestato, ma il giudice ha condannato il capotreno per “tentata violenza privata.”
E, a meno di qualche sorpresa, una condanna ben più grave la rischia l’uomo che ha accoltellato un membro del branco che – giova ricordarlo – lo ha aggredito e picchiato.
Renzi, nei giorni scorsi, ha proclamato con arroganza di non rappresentare quell’Italia rabbiosa e populista che, secondo gli istituti di ricerca, sta crescendo. Ma la rabbia è la reazione più naturale di questo mondo, quando ogni regola del vivere civile viene pervertita in favore di chi non accetta nessuna legge, e usata contro i cittadini comuni. Probabilmente, questa rabbia si concretizzerà in una disfatta rovinosa dei partiti di sinistra, alle prossime elezioni, se non vinceranno sconforto e rassegnazione.
Sconforto e rassegnazione che però potrebbero avere degli sbocchi violenti, nel caso politica e magistratura non cambiassero rotta. Ipotesi, quella di una inversione “a U”, poco credibile.
Massimiliano Greco
mi chiedo: perché il giusto non viene difeso? perché viene addirittura invertito il valore del buono e del cattivo?
colpa di leggi sbagliate? o applicate al di fuori del principio che le informa?
chi sono questi magistrati che alterano in modo così assurdo i valori elementari della “giustizia”, applicando interpretazioni delle leggi a loro piacimento?
provo un immenso disgusto per tutto questo.
sento una nausea irrefrenabile per questo mondo vile, imbevuto di falsità ed ipocrisia.
qualcuno ha un suggerimento su cosa si potrebbe fare, si dovrebbe fare, per riportare la nostra vita collettiva negli argini di un vero bene? per vivere -quasi non oso proferire la parola- in armonia?
il mio desiderio istintivo è quello di fuggire, trovar rifugio in un luogo isolato, lontano da questa vergogna di uomini sfigurati nell’intimo, figli di menzogna e paura ed odio e brama…
un tempo avrei pensato di potercela fare a cambiare il mondo, lottando contro tutto questo.
ora non più.
sono vecchio, e stanco, e pieno di tristezza nel vedere che il male sta prevalendo.
spero che tra voi ci siano persone sagge e forti, capaci di ergersi contro di esso e di allontanarlo. per sempre.
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