
Continua il conflitto sul fronte occidentale della guerra civile siriana. L’esercito di Assad non si è fermato di fronte alle risoluzioni dell’ONU, che hanno il sapore di essere una pezza gettata lì in favore dei ribelli.
Negli ultimi due giorni i governativi hanno effettuato altre operazioni contro i ribelli che occupano la regione di Ghouta. Anche la Russia si è schierata a supporto dell’azione siriana nella sacca dei ribelli con alcuni bombardamenti tattici: i russi hanno rilasciato un comunicato stampa poco fa che sostiene che la tregua umanitaria sancita dall’Onu non riguarda i terroristi.
La sensazione è che mai come stavolta il disaccordo tra le potenze mondiali sugli ultimi sviluppi della guerra siriana sia veramente alto. Le velleità dell’Onu rischiano di restare stavolta lettera morta. I ribelli come al solito usano i propri familiari e i civili delle città che hanno assediato come scudi umani: una pratica che serve alla disinformazione diffusa proribelli della stampa occidentale.
Ad aggravare la situazione l’aggressione dell’esercito turco di Erdogan nella Siria nord-occidentale che ha costretto le truppe di Assad di scendere in campo a sostegno dei curdi dell’YPG. Lo stesso Erdogan ha sostenuto l’invalidità del documento delle Nazioni Unite sulle operazione di Afrin.
Il presidente-sultano turco nello scorso fine settimane si è esibito in uno spettacolo sconcertante durante un comizio del suo partito. Sul palco è stata esibita una bambina balilla turca visibilmente spaventata e scossa. Erdogan non solo ha mostrato la bambina con nochalanche ma ha addirttura stigmatizzato le lacrime della fanciulla: “i soldati non piangono” le ha detto davanti al suo pubblico.
L’episodio è visibile nel video ripreso dalla testata kemalista Cumhuriyet
Erdoğan'dan kürsüye çıkarttığı çocuğa: Şehit olursa inşallah bayrağı da örtecekler https://t.co/6lEIiQYgie pic.twitter.com/Op4pVIsPdZ
— Cumhuriyet (@cumhuriyetgzt) February 24, 2018
Una deriva militarista e reazionaria che l’Occidente continua ad ignorare. Fa riflettere anche come ormai il ruolo delle Nazioni Unite assurga a organo volto a legittimare operazioni imperialistiche più che l’equilibrio fra le potenze mondiali.
