Intervento lucido e coraggioso di Alberto Bagnai al Senato contro Pittella (PD), che oggi offre una stucchevole solidarietà alla Grecia, ma fino a ieri era convinto sostenitore delle feroci politiche neoliberiste che hanno distrutto il Paese ellenico, che oggi brucia.

E’ salito a 79 vittime il bilancio ufficiale degli incendi, probabilmente di origine dolosa, che hanno seminato morte e terrore in Grecia. Le squadre di soccorso sono ancora in cerca di alcune persone disperse. A renderlo noto, è stato il Comando dei Vigili del Fuoco greci.

La portavoce Stavroula Malliri ha precisato che centinaia di soccorritori continuano a cercare nelle aree attorno ad Atene più colpite dal fuoco.

Bagnai ha definito solidarietà di un branco di lupi quella di Bruxelles nei confronti della Grecia, spolpata con 3 “programmi di assistenza” da parte della Troika e 14 manovre di austerità. Proprio l’ultimo pacchetto di austerità, conteneva i tagli selvaggi al ministero della Protezione civile, dal quale dipendono i vigili del fuoco in Grecia. L’area della sorveglianza antincendio ha subito tagli per 34 milioni di euro, distribuiti fra il personale e i mezzi antincendio. L’organico, per effetto dei tagli, è passato da 12mila ad 8mila unità, con un 79% del personale in sovrappeso o in condizioni di scarsa efficienza fisica a causa del consumo di cibi spazzatura per mancanza di soldi.

Il professore ha poi parlato della grande truffa del moltiplicatore, il numero che esprime l’impatto che una manovra di spesa pubblica avrà sul Pil. Moltiplicatore di 0.5 significa che un aumento di spesa pubblica di un euro incrementa il Pil di 0.5 euro, e naturalmente (moltiplicando per meno uno), che una diminuzione di spesa pubblica di un euro decrementa il Pil di 0.5 euro.

I motivi politici della truffaldina sottostima del moltiplicatore greco da parte del FMI sono quindi evidenti. Nel momento in cui il comitato d’affari dei creditori internazionali aveva bisogno di spremere il popolo greco (aumentando imposte, diminuendo spese) per ripianare i problemi delle banche del Nord, era essenziale instillare la velenosa idea che questi tagli non avrebbero danneggiato “troppo” l’economia greca.

Una valutazione politica, fatta a tavolino, volta a far accettare al governo greco misure estremamente pericolose e sostanzialmente errata dal punto di vista tecnico. Il FMI sapeva tutto. E lo sapevano anche i Cottarelli e compagnia, chiamati al capezzale del “malato”.

“Ieri il collega Pittella, col quale già ebbi il piacere di confrontarmi nel 2014 (https://youtu.be/0xufcZYEnY0), scrive Bagnai su Facebook, ha chiesto la solidarietà dell’Europa per la Grecia, colpita da una tremenda catastrofe naturale. Ma quando la Grecia veniva sbriciolata da un programma di austerità assurdo perché basato su dati che i suoi stessi autori sapevano essere falsi (come ho dimostrato qui: https://goofynomics.blogspot.com/2015/04/kpd6-limf-e-il-moltiplicatore-della.html e come i responsabili (in primis Carlo Cottarelli, il premier imposto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e poi silurato alla velocità della luce, ndr) hanno ammesso: https://twitter.com/cottarellic…/status/1013513111784042497…, Pittella, che oggi si intenerisce, dov’era? Era vicepresidente prima, e presidente poi del Parlamento Europeo. Oggi perfino (sottolineo: perfino!) il Corsera ammette che l’austerità, fra l’altro, ha compromesso il sistema di protezione civile greco (https://www.corriere.it/…/incendi-grecia-tagli-protezione-c…). Chi è stato complice di questo scempio dovrebbe avere il pudore di astenersi da commenti. Noi non dimentichiamo”.

 

Intervento del senatore della #Lega Alberto Bagnai sulla situazione in #Grecia

Posted by Gruppo Lega – Senato on Wednesday, July 25, 2018

 

“Concludo dicendovi, aggiunge il senatore leghista, che quando mi sono impegnato in politica non sapevo, e tuttora non so, se sarei riuscito a mantenere i patti stretti con gli elettori, ma di una cosa sono certo, perché è storia: noi ‘gialloverdi’, come ci chiama la stampa, non saremo perfetti, ma non abbiamo sulla coscienza un paese come quel tecnico che in un certo giorno di maggio ci volevano rifilare per primo ministro. Direte che mi piace vincere facile! Ma arrivare qui non è stato facile…Grazie sempre per il vostro sostegno”.

Ernesto Ferrante
Giornalista professionista, editorialista, appassionato di geopolitica