Pietrangelo Buttafuoco è divenuto il protagonista di un’assurda boutade inscenata da Giorgia Meloni, parlamentare di Fratelli d’Italia. Pietrangelo Buttafuoco, o anche, che dir si voglia, Giafar al-Siqilli, nome che lo scrittore avrebbe scelto, in onore dell’emiro di Sicilia, per la sua conversione alla fede islamica. Andiamo tuttavia con ordine.
Giorgia Meloni, due giorni fa rilascia la seguente dichiarazione: «Leggo che Matteo Salvini vorrebbe Pietrangelo Buttafuoco governatore della Sicilia. Non so se si tratti di una proposta reale, ma ho una cosa da dire sul tema. Pietrangelo Buttafuoco è senza dubbio un validissimo intellettuale e una icona della destra, lo considero un mio amico, ma in estrema sincerità non credo sia una buona idea candidare alla guida della Sicilia una personalità che ha deciso di convertirsi all’Islam. Ognuno è libero di professare la religione che vuole, ma credo che in questi anni l’Italia e l’Europa debbano rivendicare le proprie origini greche, romane e cristiane davanti a chi vorrebbe spazzarle via. Non vorremmo dare un segnale di resa ai fanatici che rimpiangono il passato dominio arabo e musulmano sulla Sicilia.
Se la Lega Nord e Matteo Salvini vorranno avere il primato di candidare un convertito all’Islam, per quanto ottimo scrittore e intellettuale, a governatore della Sicilia, Fratelli d’Italia non potrà essere della partita.»
Ebbene i salviniani del sud avrebbero proposto lo scrittore, icona e leader di una certa destra, a futuro candidato della Regione Sicilia. Un intellettuale raffinato, di un certo calibro, che ha scelto di convertirsi all’Islam per ragioni spirituali. Ed è proprio questo il suo grande difetto, secondo Giorgia Meloni. Pur considerando lo scrittore “un suo amico”, la politica romana scambia lo scrittore per un distruttore delle origini greche, romane e cristiane. Addirittura, proprio per la sua confessione religiosa, lo definisce tramite diverse perifrasi un pericolo. Eppure, c’è da chiedersi quando Buttafuoco abbia dichiarato di voler distruggere la civiltà “occidentale”. E soprattutto, c’è da interrogarsi sul perché un uomo, di fede islamica, non possa essere candidabile alla guida di una Regione italiana. Buttafuoco potrà non godere di una certa esperienza politica, ma ricordiamo che nessuno nasce politico, di mestiere. Oltretutto, risulterebbe difficile credere che lo scrittore e giornalista siciliano possa procedere allo “sbiancamento anale” a carico dei contribuenti della Regione Sicilia, o pronunci frasi (ancora da chiarire, ndr) tutt’altro che idonee ad un Governatore.
Inoltre, Buttafuoco è autore di un fortunatissimo libro edito da Bompiani, Buttanissima Sicilia, nel quale espone le sue idee sulla possibilità di “rivoltare come un calzino”, una regione totalmente in perdita.
Dunque, la “colpa”, se tale si può definire dell’intellettuale siciliano, sarebbe proprio la sua conversione all’islam. Del quale, Giorgia Meloni, non risulta comprendere la natura. A quanto pare, la politica romana ha scambiato una delle tre religioni fondamentali nel mondo, per un qualcosa di estremistico, fondamentalista. Sembra, dalle poche righe malamente espresse, che Giorgia Meloni ed una certa destra abbiano scambiato l’Islam per l’ISIS, il sedicente Stato Islamico fondato dal Califfo Abū Bakr al-Baghdādī. Avendo commesso un errore (volontario?) di una portata enorme, ci si può chiedere se Giorgia Meloni e il suo partito sappiano quali siano le radici dell’ISIS e di un certo terrorismo. Poiché, se si scambia una religione con un movimento di fanatisti, come potrebbe porsi un tale movimento in un ipotetico contesto governativo?
Pietrangelo Buttafuoco, comunque, ha rifiutato la possibile candidatura. L’intellettuale, icona, di una certa destra, ha fatto la figura migliore. Certamente, superiore ad un parlamentare della Repubblica Italiana che ha identificato una religione (che rifiuta la violenza nei suoi scritti) con il fanatismo religioso costruito da altri per ragioni geopolitiche.
Valentino Quintana
L’autore dell’articolo domanda:” c’è da interrogarsi sul perché un uomo, di fede islamica, non possa essere candidabile alla guida di una Regione italiana… …se si scambia una religione con un movimento di fanatisti”, ebbene: Ognuno è libero di professare la propria religione ma a patto che non sia in contrasto con le leggi statali. Ma l’Islam RIFIUTA la supremazia delle nostre leggi: La “Dichiarazione ISLAMICA universale dei diritti dell’uomo” dichiara che essa si basa sul corano e sulla sunna, e che nessuna legge è valida se in contrasto con essa.
(19/09/1981 presso l’UNESCO a Parigi);
La nostra Dichiarazione, quella approvata dalle Nazioni Unite nel 1948 e ratificata con L. 4 agosto 1955, n.848, prevede una forma di difesa dei diritti in essa contenuti (art.30) “NULLA, nella presente Dichiarazione, può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati”.
Chi RIFIUTA la supremazia delle nostre leggi, NON può essere in alcun modo un parlamentare, perchè in tal modo, non giura ma SPERGIURA sulla Costituzione alla quale finge di essere fedele. Quindi bisogna togliere il diritto di voto ai musulmani.
L’Islam non è una religione, l’Islam è un’ideologia con dei chiari interessi socio-politici.
l’Islam è din wa dunya wa dawla: religione società e Stato, un insieme di leggi di Stato (la sharia, giurisprudenza) che sono anticostituzionali.
Le nozioni occidentali di democrazia e libertà sono in opposizione all’Islam: così come Allah è uno, unico deve essere il suo rappresentante sulla terra. L’umanità intera deve essere controllata completamente dalla legge islamica, e non deve essere permesso allontanarsi dall’autorità di Allah. Per usare le parole del dottor Samuel Schlorff, esperto di religione islamica dell’Arab World Ministries: “i musulmani credono che il destino dell’Islam sia di estendere il proprio controllo fino a quando l’intera Dar al-Harb [che significa “Casa della Guerra”, e designa l’intero mondo non-musulmano] sia soggetta alla legge islamica in uno Stato islamico, e ciò include l’uso della forza” (jihad, sesto pilastro dell’Islam, obbligo religioso, sostantivo deverbale che indica un’azione collettiva compiuta da un gruppo o su di un gruppo, ed è per questo che non significa “sforzo spirituale”.)
L’Islam è anticostituzionale, perché predica concetti ed ideologie contrari ai principi costituzionali fondamentali, in tema di rispetto per la vita ed uguaglianza tra le persone (anticostituzionalità sostanziale), nonché per la mancanza d’Intesa tra Stato italiano ed Islam (anticostituzionalità normativa).
Ad esempio, articoli della Costituzione che, più nello specifico, sono in netto contrasto con l’Islam:
– Art. 2 Cost.: “… i diritti inviolabili dell’uomo …”, che sono totalmente diversi nella religione islamica, tanto da aver creato una propria carta;
– Art. 3 Cost.: “pari dignità sociale … senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione”; nel Corano, invece, è sancita la superiorità dell’uomo sulla donna e del musulmano sul non-musulmano.
– Art. 13 Cost.: “La libertà personale è inviolabile, può essere limitata solo con atto motivato dell’Autorità Giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge . …” ; nella Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo, invece, la libertà individuale viene subordinata alla shari’a.
– Art. 27 Cost.: “Non è ammessa la pena di morte …” ; nell’Islam, invece, è imposta per apostati, adulteri ed omosessuali; tale imposizione, mai messa in discussione da nessun organo dirigente islamico, è confermata da tutte e quattro le scuole coraniche e, pertanto, attendibile;
– Art. 29 co. 2 Cost.: “Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi”;
– Art. 30 co. 1 Cost.: “il dovere-diritto di entrambi i coniugi di educare i figli..”;
– Art. 30 co. 3 Cost.: “per la tutela dei figli naturali”.
Oltre al contrasto con dette norme fondamentali della Costituzione, vi è il problema, imprescindibile, riguardante la legittimità e la gerarchia delle fonti, in quanto la Shari’a funge da “legge” per i musulmani, a prescindere dalla loro nazionalità.
A chi si domanda come mai la (ex) sinistra è riuscita infine ad andare al potere, basta guardare com’è ridotta la destra.
Nei suoi vari rami e rametti, variamente sterili, questa destra sonoramente inconcludente, sia che si richiami al Fascismo con cui ha ben poco a che spartire, sia che, ancor peggio, voglia distaccarsene, è la concausa non secondaria dei trionfi di una sinistra che più che essere intelligente di suo, ha quasi sempre trovato davanti a sé la strada sgombra da qualsiasi vero ostacolo intellettuale, concettuale, ideale, pratico, e conseguentemente politico. Perfino quando è riuscita ad andare al Governo per ben quattro volte, la destra ha messo in atto un’esperienza inconsistente se non fallimentare, indipendentemente dal tradimento di Fini e dalle avventure di Berlusconi. Pietrangelo Buttafuoco –alias Giafar al-Siqilli, novello convertito all’Islam-, è libero di scegliersi la religione che vuole, naturalmente; ma a me pareva che il Fascismo si connotasse anzitutto per alcuni principi ben determinati, che lo rendevano, nel bene e nel male, quello che era: se non altro chiaro. Se questi principi sono venuti meno per l’avanzare della globalizzazione , del radical-chic e del buonismo, e parlare di Patria, identità, tradizione, eroi, nazione, Risorgimento, non ha più senso, allora bisogna aver il coraggio di dire che anche la destra non ha più senso e, dalla Meloni a Buttafuoco a Veneziani passando per Forza Nuova e Casa Pound, è meglio se ne vadano tutti quanti in pensione: o, meglio ancora, nella grande ammucchiata “accogliente” di quella che una volta era la sinistra.
Maria Cipriano
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