
L’Isis ha preso di nuovo di mira l’Iran per il suo impegno contro il dilagare della violenza tafkira. Teheran si è ritrovata improvvisamente sotto il fuoco di due commando di terroristi che hanno dato l’assalto al Parlamento e al Mausoleo di Khomeini, lungo la strada che conduce all’aeroporto internazionale.
Secondo il Ministero degli Interni iraniano, gli assalitori sarebbero entrati nell’edificio del Parlamento vestiti da donna. C’è stata una violenta sparatoria. L’intervento delle teste di cuoio è stato rapido e i terroristi armati si sono asserragliati nella parte alta dell’edificio. La tv iraniana, Press Tv, ha invece confermato che i quattro terroristi sono stati tutti uccisi.
Il bilancio complessivo è di almeno 12 morti e 39 feriti. L’attacco al Parlamento è durato circa quattro ore.
Il presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani, ha minimizzato la portata dell’attentato, parlando di “aggressori che agiscono in maniera codarda”.
Un parlamentare ha precisato che “i 4 terroristi non sono mai entrati nella sala centrale del Parlamento. Sono stati bloccati nei corridoi dove hanno cominciato a sparare. E nessun parlamentare è rimasto ferito”. I lavori dell’assemblea sono andati regolarmente avanti.
Quattro anche gli uomini entrati in azione al mausoleo. Due hanno sparato con armi automatiche sui visitatori, un altro ha fatto detonare la cintura esplosiva che indossava. Uno degli assalitori è rimasto ucciso in uno scontro a fuoco, un secondo invece si sarebbe suicidato ingerendo una capsula di cianuro, e un terzo, una donna, sarebbe stata catturata.
Numerosi i feriti e almeno una vittima.
Un’esplosione è stata udita anche alla metropolitana che si trova a due passi dal Mausoleo.
L’Isis ha rivendicato gli attacchi terroristici sulla sua agenzia ufficiale Aamaq, con la solita formula: “Un distaccamento delle Stato islamico ha condotto un attacco”.

L’agenzia del Califfato ha seguito in diretta alcune fasi dell’attacco.
Immediata la presa di posizione del Cremlino: “Non sono altro che attacchi terroristici e come tali vanno condannati nel modo più netto”.
“Gli attacchi in corso, ha detto il portavoce di Putin Dmitri Peskov, enfatizzano la necessità di unire i nostri sforzi contro il terrorismo e in particolar modo contro lo Stato Islamico”.
Da più parti è stata fatto notare il “sinistro” messaggio del ministro degli Esteri saudita, riportato da Al Arabiya.

Chi crede all’isolamento per nobili motivi del Qatar finanziatore del terrorismo e al presunto asse della pace Usa-Arabia Saudita, ha avuto un segnale inequivocabile, scritto ancora una volta con del sangue innocente.
