Dopo la deprimente settimana azzurra, ritorna finalmente il campionato con una terza giornata che conferma un sostanziale equilibrio. La Juventus continua il suo personale ramadan e dimostra di non saper più vincere anche se personalmente non vedo ancora una sua possibile erede. L’Inter ha sì nove punti, ma avrebbe potuto tranquillamente averne tre, la Roma ha sette punti ma avrebbe potuto tranquillamente averne tre in meno. Solitamente le prime cinque giornate sono un semplice rodaggio quindi dovremmo aspettare ancora un po’ per avere indicazioni più precise. Curioso un dato statistico della giornata: è stato stabilito il recordo di 2-2, ben quattro, e per giunta tutti nelle partite di domenica!

FIORENTINA – GENOA 1-0: non una bella Fiorentina, l’impressione è che i viola giochino meno bene degli scorsi anni ma che siano più cinici e freddi sotto porta. Il Genoa è il solito rebus inestricabile. Com’è prevedibile sta incominciando a montare la protesta dei tifosi viola contro i Della Valle, probabile che se la questione dello stadio salterà a febbraio (i Della Valle sono a Firenze per investire nell’immobiliare, il calcio è solo un mezzo…) i ciabattini marchigiani faranno ciao ciao alla città di Dante e Machiavelli.

FROSINONE – ROMA 0-2: partita d’altri decisamente tempi, quella andata in scena al Matusa dove sembrava di assistere ad una sorta di festa paesana inserita nella cornice della pay-tv. Sul campo la Roma ha fatto veramente defecare ed è risucita a far suoi i tre punti solo perché i mediocri quanto volonterosi ciociari hanno deciso flagellarsi da soli (entrambi i gol sono due autentici regali). In casa giallorossa c’è da registrare sempre il solito problema, cioè il fatto che in un ambiente lunatico con sbalzi d’umore da donna incinta, la squadra alterni a prestazioni eccellenti altre assolutamente anonime. Poi il Sergente Garcia mi sembra abbia le idee confuse: Totti non gioca trequartista da tempo immemore (stagione 2002/03), Gervinho contro difese chiuse è inutile, perché preserverare?

JUVENTUS – CHIEVO 1-1: continua il momentaccio per la Juventus che contro un ottimo Chievo ha seriamente rischiato di inanellare la terza sconfitta consecutiva (cosa che non succedeva dal lontano 1962/63). I problemi sono quelli evidenziati nelle scorse settimane: la difesa imbarca acqua alla prima disattenzione, il centrocampo ha davvero troppa poca qualità e in più tenta a giocare per linee orizzontali e non verticali (puoi giocare in orizzontale solo se hai una qualità eccelsa negli interpreti). Di conseguenza la manovra offensiva è lenta, farraginosa e prevedibile, con gli attaccanti che si muovono sempre a vuoto. In più mi sembra che Allegri incominci a essere in leggera confusione, leggasi sostituzioni tardive e i soliti cambi di modulo. Tra l’altro la società non lo aiuta in questo perché gli ha preso Cuadrado (idoneo per un 3-5-2) e Hernanes (adatto per il rombo), anche se Acciughino dovrebbe decidersi, una volta per tutte, con quale modulo giocare.

VERONA – TORINO 2-2: un Torino non in giornata riesce comunque a portare a casa un punto prezioso dal Bentegodi, grazie anche a Rafael portiere paperone (tre papere in tre giornate, ottima media!). Interessanti le dichiarazioni del trainer del Verona Mandorlini ex amante occulto di Mascia Ferri del GF: “Toni e Pazzini per ora non possono giocare insieme, più avanti vedremo”. Cosa significa quel vedremo? Io mi chiedo: questi allenatori cosa fanno nel ritiro estivo, quando, in teoria dovrebbero impostare tatticamente la squadra?

EMPOLI – NAPOLI 2-2: il Napoli visto fino ad ora non è affatto migliorato da quello dell’anno scorso, i difetti sono sempre i soliti: squadra che davanti crea tantissimo ma sciupa altrettanto e difesa colabrodo con centrali impresentabili, lenti e pasticcioni. Serviranno mesi prima di trovare la quadratura del cerchio (e intanto la stagione sarà ben che andata…). In quanto all’Empoli, Jean Paul non sta facendo grossi danni, per ora.

SASSUOLO – ATALANTA 2-2: partita scoppiettante tra due belle realtà. Il Sassuolo attualmente gioca il miglior calcio del campionato perché il gruppo è rodato da anni e si conosce ad occhi chiusi, peccato solo che i piastrellisti commettano sempre troppe vaccate in difesa. Quanto all’Atalanta l’avevo sottovalutata (occhio che Nonno Reja non sbaglia una stagione da tempo immemore), così come sottovalutato è il Pinillone, probabilmente l’attaccante più sottovalutato degli ultimi dieci anni che a suon di rovesciate ha fatto fuori un mostro sacro come il Tanque Denis.

PALERMO – CARPI 2-2: toh, chi si rivede! Il velinaro Borriellone permette al Carpi, visibilmente in crescita, anche perché ha trovato di fronte un avversario che non sa imporre il proprio gioco, di centrare il suo primo punto in A.

LAZIO – UDINESE 2-0: è la domenica dei velinari! Dopo Borriello ecco materializzarsi un’incredibile doppietta del Mitra Matri (non segnava una doppietta dal 1965/66….). Non mi convince questa Lazio che trovo decisamente imbolsita rispetto a quella briosa dello scorso anno, bravo Pioli comunque a indovinare le sostituzioni. L’Udinese, quando gioca in trasferta, invece è la solita squadraccia remissiva, con o senza Di Natale in campo.

INTER – MILAN 1-0: non è stato malaccio questo derby, anche se c’è da dire che gli ultimi erano davvero roba per stomaci forti. Diciamo che si è passati da un Alex l’Ariete di Albertone Tomba a un Vacanze in India con Boldi e De Sica. Se la partita è stata godibile molto merito va alle due squadre che hanno giocato lunghe, con il baricentro alto per portare a casa l’intera posta in palio. E’ stata la classica partita dove il primo che segna vince, e alla fine l’ha portata a casa la banda di Mancini, ex mister sette milioni d’ingaggio che ha così beffato l’amico Mihajlović. Devo tirare l’orecchio allo Sputacchione, che in questo frangente di stagione sul piano tecnico si sta rivelando alla pari di un incapace all’ennesima potenza come Inzaghi. Questa squadra non può giocare con il rombo perché il romboide allunga la squadra se gli interpreti non sono adatti. Il Milan ha subito gol perché ha un centrocampo lungo e sfilacciato, non è possibile che, sul gol del Guaro Guarin, una squadra segni arrivando con pochi passaggi in porta da una porta all’altra! Il centrocampo rossonero è sempre in una linea di galleggiamento che non sostiene l’attacco e allo stesso tempo non copre la difesa adeguatamente, anche Bocelli s’è accorto di sta cosa ormai. Poi la gestione dei cambi è stata demenziale: l’ectoplasma Honda andava tolto subito, mentre non ha senso inserire all’80’ un levriero come Cerci, quando gli avversari erano in difesa schierata! Riguardo all’Inter, non cambio idea sulla squadra: troppo legnosa e troppo poco fantasiosa per poter giocare al calcio, incapace di cambiare ritmo alla partita e così costretta ad aggrapparsi ai colpi dei singoli. I nove punti incamerati fino ad ora sono stati assolutamente casuali.

SAMPDORIA – BOLOGNA 2-0: Una Sampdoria non trascendentale, che la scorsa settimana ha esonerato il vice di Walterone Zenga, Cagni (credo sia il primo esonero nella storia di un allenatore in seconda), batte un Bologna sconcertante di un Delio Rossi “strafinito”, che non ne sta azzeccando una manco per sbaglio. In tre giornate ha già cambiato tre volte l’undici titolare e il sistema di gioco
La prossima gara contro il Frosinone sarà già decisiva. In casa doriana l’Uomo Ragno può gioire per una coppia d’attacco decisamente affiatata anche se nel complesso la squadra sembra ancora ballerina.

ANGOLO CHAMPIONS:

MANCHESTER CITY – JUVENTUS: sulla carta non c’è storia visto il momento di forma delle due squadre, sulla carta ripeto. Il Manchester City in Europa solitamente si trasforma, in preda ad una sorta di inferiority complex, in più non ci sarà il Kun Aguero, giocatore adatto al gioco europeo. La Juventus dovrà essere brava a non subire gol nei primi venti/trenta minuti perché al momento la vedo ballerina psicologicamente. Se i bianconeri sapranno passare indenni la prima mezzora poi tutto può accadere. X

ROMA – BARCELLONA: qui il confronto sembra decisamente impari. La Roma deve sperare che i catalani si presentino in ciabatte all’Olimpico perché al momento Messi e soci sembrano ingiocabili per una squadra del livello dei lupacchiotti. La Roma dovrà fare una gara di sacrificio, perché l’ultima volta con il Bayern, quando i giallorossi si sono presentati in campo tronfi e presuntuosi, sappiamo com’è andata a finire!