Malgrado il forte dibattito sulle sanzioni che al momento sembra paralizzare l’Unione Europea in un perenne scontro fra i vari paesi che la compongono, con l’Italia che seppur in ordine sparso s’oppone al loro rinnovo e la Germania che invece ne pretende il rinnovo, il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha deciso di rompere gli indugi, con la volontà di partecipare a giugno ad un incontro d’alto profilo in Russia, dove avrà pure l’occasione d’incontrare il Presidente Vladimir Putin. Si tratterà del primo incontro fra Juncker ed il Presidente russo, che in altre occasioni ha comunque incontrato i singoli leader europei, compresi quelli più ostili ad un’interruzione delle sanzioni verso il suo paese, come Angela Merkel. L’incontro fra le due alte personalità è stato definito come “non inconsistente” dalla portavoce della Commissione Europea, Margaritis Schinas.

La stessa Schinas ha però detto che “la durata delle sanzioni è chiaramente collegata alla completa implementazione da parte della Russia agli accordi di Minsk e al rispetto della sovranità ucraina”. E questo pone già un problema, perché come sappiamo è l’Unione Europea, su spinta degli Stati Uniti, ad aver travisato gli accordi di Minsk che la stessa Russia ha voluto e preteso che fossero rispettati. Anche la violazione della sovranità dell’Ucraina è una forzata interpretazione europea, poiché com’è noto la Crimea ha deciso di secedere da Kiev e d’unirsi a Mosca secondo quanto le era consentito e previsto dalla stessa costituzione ucraina. Non c’è stata nessuna invasione russa della Crimea, e quindi men che meno una sua annessione, e le truppe russe già presenti sul territorio erano quelle della base di Sebastopoli, che sono intervenute esclusivamente su richiesta del locale Parlamento, a seguito dell’incontestabile golpe di Kiev avvenuto a principio del 2015.

Certo, fintantochè la politica europea e comunitaria si farà soprattutto sulla scorta dei dettami scaturiti dall’Eurofestival, i progressi potranno essere ben pochi. In ogni caso Putin e Juncker s’incontreranno all’evento economico e finanziario di San Pietroburgo, al quale l’Europa non potrà mancare, essendone stata una grande ed importante partecipante negli anni passati. Le posizioni conquistate nel corso del tempo non possono essere cedute, per ragionamenti puramente ideologici o mediatici, ai nuovi arrivati come ad esempio la Cina, che ha tratto grandi benefici dalle sanzioni europee alla Russia (fondamentalmente un’auto-castrazione del Vecchio Continente). Juncker ha probabilmente l’accortezza d’accorgersene, ma non tutti nella sua congrega se ne sono ancora resi conto.

UN COMMENTO

  1. Poiche’lÁmerica e L’EU sono ostili alla Russia, cosa vuole JUnkerck. Con lui Putin deve fare esattamente quello che loro fanno con gli imprenditori russi ed alcuni personaggi politici russi cioe’ non possono viaggiare in Europa. Quindi anche a lui non concedere nessun visto. Fuori dalle scatole. Oramai ci hanno stufato,con i loro giochi. Se Putin decide di non riceverlo farebbe bene, come anche la Merkel e quel PDM Kerry. La Russia non e’ostile a nessuno.Cerca dialogo, invece noi rifiutiamo qualsiasi dialoga ma pretendiamo e insistiamo con le sanzioni. Nulla di nuovo Junkerck ha da proporre .Solo perditempo, per non dire presa per i fondelli.

Comments are closed.