[…]Con riguardo a dettagliati paragoni tecnici con gli aeroplani americani e russi che lo hanno immediatamente preceduto in servizio (vedere Appendice A), siamo in grado di identificare quattro aree cruciali in cui le capacità dell’F-35 sono gravemente deficienti:

1) L’F-35 si mostra meno manovrabile di quasi tutti gli aeroplani di quarta generazione (eccettuato L’AV-8 Harrier, suo predecessore nella ricerca dell’operatività STOVL/VTOL -NdR-). La sua performance nei combattimenti WVR (entro il raggio visuale) sarà in conseguenza quasi sempre e comunque inferiore.

2) La poca capacità delle baie interne limiterà significativamente la sua efficienza anche nei combattimenti BVR (oltre il raggio visuale) e, in parte, anche nelle missioni di attacco contro bersagli al suolo. L’F-35 perciò dovrà sottoporsi a un più alto numero di sortite per affrontare obiettivi che sarebbero stati eliminati da un minor numero di missioni compiute da modelli precedenti.

3) Il raggio molto limitato dell’F-35 ridurrà moltissimo la sua utilità in teatri geograficamente vasti come quelli asiatico o pacifico o in scenari ‘anti-accesso’, dove ipotetici nemici potrebbero prendere sistematicamente di mira le basi aeree avanzate.

4) La possibilità di sopravvivenza dell’F-35 dipende in maniera esagerata da una tecnologia stealth che è a rischio di obsolescenza già prima della sua entrata in forze nei ranghi delle forze aeree e che, con una vita di servizio programmata a cinquantasei anni, prima o poi scomparirà del tutto.[…]

Queste sono le parole con cui, a pagina due del loro rapporto “Thunder without Lightning” (1), Bill French e Daniel Edgren del ‘National Security Network’ letteralmente ‘distruggono’ l’F-35 Lightning II, ‘brutto anatroccolo’ di casa Lockheed (quella dell’F-104, venduto alle aeronautiche di mezzo mondo occidentale a suon di mazzette) che, pur portando il nobile nome del ‘Diavolo con Due Code’ della Seconda Guerra Mondiale, è stato al centro di vibrantissime, incandescenti polemiche fin dalle prime fasi di sviluppo, a causa di una massa di requisiti contrastanti e handicappanti che hanno reso la sua gestazione ancora più lenta, dolorosa e soprattutto costosa persino di quella del ‘fratello maggiore’ F-22 (la cui produzione è stata tagliata a soli 187 esemplari e che non è mai stato né esportato né schierato operativamente per nasconderne le gravissime pecche).

Finora il più grande critico dell’F-35 era stato Pierre Sprey, ingegnere creatore del caccia multiruolo F-16 e dell’aereo d’attacco al suolo A-10 e i p.r. e i lanciafango prezzolati dalla Lockheed avevano avuto buon gioco a dipingerlo come un ‘bizzarro vecchietto’ che ‘parlava per invidia’ contro il modello destinato a sostituire i picchi della sua carriera di creatore di aerei. Ma Pierre Sprey, per quanto personaggio un po’ caratteristico (di quel pittoresco che hanno tutti i grandi inventori americani), certamente non può essere accusato di non saper fare il suo lavoro e di fronte alle sue accuse (“The F-35 can’t turn, can’t fight, can’t run”) risuonano ora le conferme di French e di Edgren che nel loro rapporto le sostanziano con crudi fatti e dati, e lo fanno su una pubblicazione del NSN di Washington DC, non certo dalla redazione di ‘Krasnaya Zvezda’ o da un ufficio dell’Intelligence Militare cinese.

Di fronte al panorama agghiacciante dipinto dal rapporto in questione la reazione del campo pro-Lightning è stata eccezionalmente debole e poco convincente, un tale Loren Thompson, di un’agenzia di consulenza (Lexington Institute) a libro-paga della Lockheed, è riuscito a replicare con tre asserzioni una meno solida dell’altra affermando che:

– Paragonato all’F-15 e all’F-16, l’F-35 è l’aeroplano con le migliori possibilità di sopravvivenza mai schierato dagli USA. (Dalla fine degli anni ’90 ad oggi gli Usa hanno schierato esattamente DUE aeroplani: l’F-22 e, appunto, l’F-35).

– Anche il programma V-22 (eliplano a rotori oscillanti) era stato ferocemente criticato ma adesso è una parte accettata dell’arsenale Usa (Il V-22 non era ‘ferocemente criticato’ a casaccio, è stato criticato perché ha ucciso 40 persone – quaranta – in una serie di incidenti che non ha eguali nel corso di una storia di sviluppo lunga quasi vent’anni).

-“Sarebbe estremamente ingenuo pensare che tre presidenti americani e tre forze armate (qui Thompson confonde il Corpo dei Marines degli Usa per una forza armata indipendente, cosa che non è) abbiano speso tanti anni e tanti miliardi di dollari su un progetto che non funziona”.

L’ultima affermazione vince veramente un premio, un premio di superficialità, di pensiero conformista, e, probabilmente, per essere uscita dalle labbra di un presunto ‘esperto’, probabilmente anche di disperazione, quella disperazione che sorge dal constatare di aver ricevuto il compito (ben remunerato, però) di difendere l’indifendibile.

Chi scrive ritiene che i fatti siano galantuomini e che nella ‘querelle’ riguardo all’F-35 i fatti si stiano lentamente ma sicuramente sedimentando sul lato a sfavore dell’Elefante Bianco della Lockheed, fatti come i risultati dell’esercitazione della Base Aerea di Edwards (dove un F-16 del 1988 volando coi serbatoi ausiliari agganciati alle ali ha avuto regolarmente la meglio sulla più veloce e manovrabile versione del Lightning II), fatti come quelli freddamente analizzati e sviscerati in questo rapporto.

Non vorremmo, a causa delle continue provocazioni inscenate dalle forze americane e ad esse alleate o soggette in numerosi teatri (Mar Baltico, Mar Nero, Penisola di Korea, Mar della Cina), dover in un futuro prossimo venire a conoscenza di ‘altri’ tipi di fatti, magari risultanti da un effettivo impiego operativo dell’F-35, anche se, visto che ci ricordiamo molto bene i risultati del wargame simulato dalla RAND in uno scenario taiwanese circa sette anni fa, (e al contrario degli agitprop della Lockheed pensiamo che alla RAND Corporation sappiano come fare i loro calcoli e proiettarli in statistiche), non saremmo affatto sorpresi se essi confermassero le valutazioni e i giudizi che finora ci siamo formati.

(1) https://nsnetwork.org/cms/assets/uploads/2015/08/F-35_FINAL.pdf