E’ tristissimo dirlo, ma non facciamo nemmeno in tempo a piangere per i morti di un attentato, che pochi giorni dopo, se non quello seguente, ne accade un altro. A volte più sanguinoso, brutale, diabolico del precedente. Malgrado ciò, ognuno di essi ha qualche particolare che non torna. E lungi da alimentare il complottismo, è giusto riepilogare ciò che anche la stampa italiana e straniera ha riportato.

Cominciamo con l’attentato di Nizza, o meglio conosciuta come strage, del 14 luglio 2016. Sappiamo che a causa della follia di un certo franco-tunisino, il giorno della Festa della Repubblica, in tarda serata, sarebbero morte 84 persone, con un alto ed imprecisato numero di feriti. Radicalizzato di colpo, con tendenze bisessuali, avrebbe ordito tutto da solo, buggerando la polizia che lo aveva fermato, spiegando che si trovava con quel furgone, in quel posto e all’ora fatale per vendere gelati.

Per prima cosa, in Francia si sta indagando per quale ragione, durante i festeggiamenti per la festa della Repubblica, non vi fosse il presidio della polizia nazionale. Sembra impossibile, ma l’area non era presidiata dalle forze di polizia preposte al controllo (1). In secondo luogo, si è sempre parlato di un attentatore, ma secondo anche un sopravvissuto russo, erano almeno in due. Ci si può interrogare dove sia sparito il complice! (2). Auspichiamo vivamente che gli arresti effettuati nei giorni a seguire possano fare luce su quella tremenda notte, sebbene il Governo Hollande, abbia ordinato (!) di distruggere tutte le prove video delle telecamere di sorveglianza di quei giorni, facendo pressione su Sandra Bertin, responsabile della videosorveglianza di Nizza (3). Anche in questo caso, possiamo chiederci cosa abbiano da nascondere Hollande ed il suo Governo. Mancanze strutturali? Strane interferenze? Presenze di elementi non dichiarabili alla popolazione? Logicamente, viste queste mosse, i presenti alla commemorazione delle vittime hanno fischiato il Premier francese Valls. Risulta difficile per chiunque fidarsi di un governo che voglia cancellare i video, ostacolando invece che promuovere le indagini.

Una delle cose più strane, assurde e particolari della vicenda, che lega l’attentato di Nizza a quello di Monaco di Baviera del 22 luglio 2016, è la presenza di Richard Gutjahr, giornalista tedesco (4) che era presente sia a Nizza che a Monaco, ed è riuscito, misteriosamente ad esserci nel momento degli attentati, filmando il tutto! (5,6,7). Certamente un giornalista è spesso in movimento, e a Nizza, poteva esserci. Essendo di Monaco, può anche essere tornato nella sua città, eppure, casualità vuole che si trovasse proprio in quel centro commerciale. Il mistero, rimarrà, speriamo siano solo coincidenze per lui fortuite professionalmente.

18 luglio 2016, nei pressi di Würzburg, Germania. Un 17enne afghano ferisce  cinque persone su un treno a colpi d’ascia Nella sua stanza viene trovata la bandiera dell’Isis (8). Ragazzo tranquillo, gentile. Forse depresso, ci raccontano, un po’ come l’attentatore di Nizza, triste per la separazione. Capace anch’egli di autoradicalizzarsi in brevissimi tempi, montare in un treno e tentare la strage di nome del Daesh. E’ veramente possibile? E anche se fosse, è chiaro che il modello di integrazione proposto dall’Europa è un completo fallimento. Migliaia di rifugiati o di seconde terze generazioni, che non dimostrano alcuna voglia, né attaccamento al luogo in cui sono ospitati, e nel giro di poco o pochissimo tempo, divengono nemici della collettività. E’ proprio la Germania a mostrarci questo schifoso spettacolo, in un’escalation dell’orrore: Reutlingen, siriano richiedente diritto d’asilo uccide donna tedesca, per giunta incinta (9). Poi il 22 luglio, Monaco di Baviera, centro commerciale. Ragazzo iraniano – tedesco, Ali Sonboly (difficile esserlo entrambi), cosiddetta vittima di bullismo e con problemi psichici ci raccontano, pianifica già da un anno una sparatoria che mette in ginocchio, paralizza e sigilla un’intera città. Ci spiegano che è malato, vive a malapena con un sussidio che non gli consente nulla tranne che la mera sopravvivenza, che è stato in cura per la mente, senza successo. Eppure, nemmeno i media mainstream sono concordi nell’attribuire la colpa alla follia. Troppo semplicistica questa visione, senza alcun dubbio (10). Da notare, che l’età media di questi attentatori è bassissima, dai 15 ai 25 anni massimo. Anche a Monaco, sembrava fossero diversi, infine, ci ritroviamo (sempre secondo la versione ufficiale) con due responsabili: un ragazzino di 18 anni, suicida, ed un sedicenne, in concorso di colpa per l’attentato (ma non in diretta partecipazione). Non è finita. Ansbach, un rifugiato siriano, si fa esplodere, causando un morto e ferendo 12 persone. Stava, ufficialmente, anch’egli richiedendo asilo (11). Alla luce di questi fatti, la politica immigratoria tedesca o francese non sta funzionando. Anzi, per essere più espliciti, si tratta per entrambi di un fallimento completo.

E, ancora una volta, la Francia. Poco lontano da Rouen, Normandia, il Paese natale del Presidente Hollande.  Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia. Morto il parroco, feriti 3 ostaggi. Il 26 luglio 2016 si consuma uno degli attentati più provocatori e tremendi, soprattutto per il luogo scelto: una Chiesa. Il parroco, un signore di 86 anni, viene sgozzato sull’altare, un sacrificio per il Daesh. Si tratta in questo caso di francesi nati a Rouen, sempre tranquilli e gentili. Innocui. Eppure, radicalizzati presto, talmente presto da uccidere un sacerdote e ferire tre ostaggi. Soldati dello Stato Islamico, si dirà.

Al di là del fallimento delle politiche immigratorie e di diritto d’asilo, stiamo avendo un’estate di sangue. E’ una sorta di strategia della tensione, con obiettivi più o meno chiari. Stanno alimentando le nostre paure: ci costringono a stare barricati in casa, diffidandoci a passeggiare sul lungomare, al centro commerciale, o a partecipare ad una funzione religiosa. Destabilizzando l’Europa, si impedisce anche la pace in Medio Oriente. La Siria, con la scusa della lotta al terrorismo, viene martirizzata ulteriormente, come se già l’Occidente fosse a corto di errori. Benvenuti nella nuova strategia della tensione, dove i bersagli, sono gli europei, impreparati ad affrontare una guerra almeno da 70 anni.

(1) https://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/nizza_strage_governo_accusa_auto_polizia-1868510.html

(2) https://www.lecourrierderussie.com/societe/2016/07/attentat-nice-russe-temoignage-camion-morts/

(3) https://www.corriere.it/esteri/16_luglio_24/nizza-nuove-accuse-ministero-interni-pressioni-cancellare-fimati-promenade-de72019c-5182-11e6-a1bb-4fa8da21b0a1.shtml

(4) https://www.gutjahr.biz/en/about/

(5,6,7) https://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2016/07/25/ASV8VJeD-richard_ripreso_gutjahr.shtml

https://www.leggo.it/news/esteri/video_monaco_nizza_girati_da_stessa_persona_giallo_circola-1875895.html

https://www.journalism.co.uk/news/how-one-reporter-covered-attacks-in-nice-and-munich-with-a-mobile-phone/s2/a658883/

(8) https://www.corriere.it/esteri/16_luglio_18/germania-uomo-armato-ascia-ferisce-20-persone-un-treno-80a5604c-4d2a-11e6-b4d6-1a2d124027e8.shtml

(9) https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/24/germania-uccide-una-donna-e-ferisce-altre-due-persone-con-machete-killer-e-profugo-siriano/2929925/