Gli avvenimenti in questione non hanno luogo all’est, nel Donbass o a Karkhov, o a Odessa, nel sudest, tradizionalmente zona di scontro, ma all’ovest al limite delle frontiere ungherese, slovacca e polacca, nella zona dei Carpazi, dove a loro volta si fanno strada le tendenze separatiste dei Ruteni verso l’Ungheria. Ma ciò che mostra questa storia è il ruolo giocato ovunque dagli sgherri nazisti di estrema destra insieme al loro capo di governo. Queste canaglie si battono con gli oligarchi locali e la polizia corrotta al loro servizio per il controllo del contrabbando di merci ma anche dei traghettatori di uomini verso l’UE. (Danielle Bleitrach)
I militanti di Pravy Sektor, bloccati alla periferia di Moukatchevo dopo gli scontri sanguinosi con la polizia, rifiutano di deporre le armi in mancanza di ordini del loro capo. I civili sono stati evacuati dalla zona, mentre i negoziati sono finora falliti.
Corpi antiterrorismo, unità speciali della guardia nazionale e agenti dei servizi segreti ucraini (SBU) hanno reso sicura la zona e bloccato i membri di Pravy Sektor alla periferia di Moukatchevo, nei pressi delle frontiere slovacche e ungheresi. “Per evitare possibili spargimenti di sangue, le forze di sicurezza e il ministero degli interni chiedono che i gruppi armati depongano le armi e si arrendano”, questa la dichiarazione contenuta in un comunicato dell’UDF, in cui si aggiunge che che i combattenti rifiutano di arrendersi senza ordine diretto del leader di Pravy Sektor, Dmitry Yarosh.
Le autorità affermano di voler fare tutto il necessario per disarmare e arrestare il «gruppo criminale organizzato» che ha ucciso un civile ferendone quattro. Nello scontro dello scorso sabato pomeriggio sono anche stati feriti sei poliziotti.
Dopo il fallimento dei negoziati con gli esponenti di Pravy Sektor ormai circondati, domenica sera le forze di sicurezza hanno iniziato ad evacuare i civili dalla zona degli scontri.
«Tenendo conto del pericolo per gli abitanti dei villaggi dell’area in cui i militanti di Pravy Sektor sono asserragliati, è in corso l’evacuazione dei civili , in particolare dei bambini», questo secondo un comunicato dei servizi ucraini (SBU).
Gli ultra nazionalisti affermano che non si arrenderanno senza combattere, secondo il portavoce del Procuratore della regione, il quale ha dichiarato che Dimitry Yarosh ha intrapreso delle trattative telefoniche con i combattenti.
«Alcune persone in tenuta mimetica minacciano di continuare la resistenza armata» dice Vittoria Popovich, citata dall’agenzia di stampa UNIAN. «Finora gli sforzi delle forze di sicurezza non hanno dato alcun risultato». La portavoce, Popovich ha aggiunto che ai combattenti è stato imposto un termine entro il quale arrendersi, senza però dare indicazioni più specifiche su di esso.
Tutto Pravy Sektor in stato di allerta
Sabato sera Pravy Sektor ha reso una dichiarazione nella quale si dice che due dei loro militanti erano stati uccisi e quattro feriti durante lo scontro iniziale a Moukatchevo. La dichiarazione aggiungeva che «l’intero movimento politico e militare Pravy Sektor è stato posto in stato d’allerta di combattimento». Membri del movimento hanno già iniziato a mobilitarsi, con assembramenti ultra nazionalisti. Adunata a Kiev davanti alla Amministrazione del Presidente, così come a Lvov e Dnepropetrovsk.
«I nostri fratelli hanno agito nel quadro dell’autodifesa necessaria» ha scritto domenica Yarosh sulla sua pagina Facebook, aggiungendo che Pravy Sektor «continuerà a protestare senza sosta fin quando i colpevoli di questa tragedia saranno arrestati» Secondo Pravy Sektor sono il parlamentare della regione Mikhail Lyano, uno dei negoziatori ucraini sul Donbass e Viktor Medvedchuk. Pravy Sektor reclama in pari tempo le dimissioni del ministro degli interni ucraino Arsen Avakov.
Sabato nel pomeriggio, circa due dozzine di combattenti in mimetica con insegne di Pravy Sektor hanno aperto il fuoco in un caffè sportivo. All’arrivo dei poliziotti, i combattenti hanno attaccato i poliziotti con Kalachnikov, lancia-granate RPG-7 e altre armi.
Presumibilmente il ricorso alla violenza è scaturito da una “guerra territoriale” tra membri del Pravy Sektor e il citato Mikhail Lyano, parlamentare che controlla diverse imprese della regione. I pistoleri di Pravy Sektor hanno dichiarato che l’aggressione era scaturita di una iniziativa di Lyano, che li invitava a delle “trattative” perché infastidito da alcune fruttuosi raid di Pravy Sektor destinati a “perturbare le rotte del contrabbando” da lui controllate.
L’organizzazione estremistica insiste sul fatto che i suoi esponenti non hanno provocato la violenza e che la responsabilità era da attribuirsi alla polizia complice del politico corrotto, che controlla i canali del contrabbando nella regione montagnosa dei Carpazi.
“I membri del primo battaglione di riserva di Pravy Sektor hanno bloccato per un lungo periodo dei canali di traffici illeciti” dichiara il portavoce del movimento.
Nel frattempo i combattenti accerchiati hanno diffuso un video che dimostrava come solo dodici dei loro si fossero recati all’abboccamento proposto da Lanyo dove avevano trovato ad accoglierli “un centinaio di sgherri inviati da Lanyo”. Secondo la loro versione dei fatti, gli scontri hanno avuto inizio solo dopo che un gruppo di “spetsnaz non identificati» aveva attaccato gli emissari di Pravy Sektor che tentavano di fuggire.
Dal canto suo Mikhail Lanyo ha affermato di avere incontrato il capo locale di Pravy Sektor, perché costui aveva chiesto il suo aiuto per allestire la fornitura degli alloggi per i combattenti di ritorno dalla zona d’operazioni antiterrorismo nell’Ucraina orientale. Il deputato ha dichiarato al canale televisivo ucraino hromadske.tv di non essere stato a conoscenza che ci fosse qualcosa che non andava fino a quando uno dei suoi assistenti non l’ha informato che il gruppo nazionalista che era in attesa di essere ricevuto aveva “sparato su un uomo”.
L’incidente di sabato, che si è ingigantito fino a diventare un’impasse non facile, è già stato definito “un atto di terrorismo” dal governo ucraino. Nello stesso momento il ministero degli esteri teme che il fatto che l’incidente abbia avuto luogo a meno di 70 chilometri dalle frontiere UE, rischia di compromettere la possibilità di viaggiare senza visto tra Ucraina e Unione europea.
«Dopo la vera e propria battaglia ingaggiata da Pravy Sektor praticamente alle frontiere della UE” le autorità ucraine sono inquiete per “il fatto che ciò non soddisfi le condizioni” per l’attuazione di un regime senza visto con l’UE. Così uno stato su Facebook dell’ambasciatore ucraino itinerante. “Abbiamo tentato per mesi di convincere l’UE che i rischi per la sicurezza erano ridotti al minimo. E c’eravamo riusciti…”
Intanto in Russia, dove le attività di Pravy Sektor sono vietate e il gruppo è dichiarato estremista, un inviato del ministero degli esteri per i diritti dell’uomo, Konstantin Dolgov, ha dichiarato che il gruppo una volta di più “ha mostrato il suo volto banditesco.”
Dolgov ha scritto su twitter che «Kiev non può rompere con Pravy Sektor solo cercando di ridurlo al silenzio.»
Fonti:
Traduzione di Renato Calapso
