
Tra il 29 ed il 30 gennaio, nel Donbass, si è visto un aggravamento delle ostilità senza precedenti. Nonostante la tregua in atto, le città del Donbass sono state colpite da esplosioni di sistemi di artiglieria pesante e razzi Grad e Uragan dell’esercito ucraino.
Secondo il Vice Ministro della Difesa della Repubblica Popolare di Donetsk, Eduard Basurin, solo il 30 gennaio, il territorio del DNI è stato colpito da 1912 colpi di mortaio ed artiglieria di vario calibro, tra cui anche pesante, mentre sarebbe incalcolabile il numero degli spari. Gli attacchi ucraini hanno provocato vittime civili ed una massiccia distruzione di abitazioni ed infrastrutture delle città. A Donetsk, per esempio, è stata distrutta una stazione di fornitura del riscaldamento nelle zone residenziali (in questo periodo dell’anno, la temperatura notturna a Donetsk scende a -20 gradi).
Secondo fonti di Makeyevka (una grande città situata a pochi chilometri da Donetsk), in città sono diffusi ansia e panico. L’artiglieria ucraina ha colpito un edificio scolastico, fortunatamente senza provocare vittime; i bambini, nonostante il forte spavento, sono stati condotti nel rifugio antiaereo nel seminterrato della scuola. I missili ucraini hanno colpito anche l’edificio dell’ospedale locale e distrutto diverse case. I vetri delle finestre delle abitazioni tremavano per le esplosioni. Secondo i rapporti delle fonti, almeno un civile è stato ucciso e due sono stati gravemente feriti.
Il governo della città ha dato istruzioni specifiche: tutti i civili devono tenere con sé i documenti più importanti ed essere pronti alla fuga in caso di invasione dell’esercito ucraino. La distanza dal confine con la Russia è di circa 90-100 chilometri. Tuttavia, l’evacuazione della popolazione di Makeyevka (350 mila persone) è pressoché impossibile a causa del forte gelo, della mancanza di mezzi di evacuazione e dei continui attacchi dell’esercito ucraino. Vi sono inoltre le città di Donetsk (1 milione di abitanti) e di Gorlovka, quest’ultima ancora più lontana dal confine russo.
Non vi sarebbe dubbio che l’avanzata dell’esercito ucraino porterebbe a perdite senza precedenti tra la popolazione civile del DNI ed alla fuga di milioni di persone del Donbass in Russia.
Sull’altro lato del fronte, ad Avdeevka (cittadina industriale controllata dalle forze ucraine), la situazione umanitaria non è né migliore né peggiore: la città di Avdeevka, infatti, è da tempo utilizzata come trampolino di lancio per un attacco a Donetsk. Il risultato dei recenti combattimenti per conquistare la città è stato la distruzione delle infrastrutture urbane.
Avdeevka è priva di riscaldamento, elettricità ed acqua. Fonti locali riportano che le abitazioni dei civili hanno da tempo finestre chiuse da lastre di plastica invece che di vetro, e che la stragrande maggioranza della popolazione di Avdeevka è contraria all’esercito ucraino ed è in attesa della liberazione da parte delle forze della DNI.
Tuttavia, la situazione non sarebbe così disperata per la repubblica di Donetsk. I dati ufficiali danno una stima approssimativa delle perdite da entrambe le parti. Secondo il noto giornalista militare Aleksandr Zhuchkovsky, nei giorni dei combattimenti, l’esercito della DNR avrebbe perso 10 soldati, mentre i dati ufficiali dell’esercito della DNI contano 6 morti.
Dal lato ucraino, invece, secondo il personale dell’“operazione antiterrorismo” (come viene chiamata a Kiev la guerra nel Donbass), le perdite subite dall’esercito ammontano a due uomini. Il 31 gennaio, tuttavia, la DNR avrebbe intercettato un rapporto del comando ucraino NATO al presidente Poroshenko, che riporterebbe che le perdite subite ammontino invece a 78 morti in soli due giorni di combattimento. Probabilmente, questi dati sulle vittime non sono definitivi. Tuttavia, secondo le fonti locali, gli ucraini avrebbero ridotto i dati sulle perdite di decine di volte.
I mass media ed i social network ucraini trapelano indignazione, ma è difficile individuare verso chi sia più diretto il biasimo — verso i “separatisti” del Donbass, oppure verso i comandanti dell’esercito ucraino e lo stesso presidente Poroshenko. Vi è tuttavia un’opinione diffusa sui social network ucraini: l’aggravamento dei combattimenti nel Donbass avrebbe fornito al presidente delle buone immagini televisive per l’incontro con il Cancelliere tedesco Merkel.
Il presidente Poroshenko ha immediatamente interrotto la visita in Germania ed è tornato in Ucraina al fine di “prevenire una catastrofe umanitaria ad Avdeevka.”
Le ultime notizie dal Donbass riguardano una nuova offensiva intrapresa dall’esercito ucraino vicino al villaggio di Shirokino, nei pressi della città di Mariupol. I giornalisti locali riportano l’utilizzo di numerosi carri armati da parte ucraina. Entrambe le parti hanno già subito delle perdite.
Attualmente, il Donbass e l’Ucraina sono congelati su una delle più sanguinose fasi della guerra.
Silvia Vittoria Missotti
