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Un prete ortodosso e una suora uccisi in ucraina

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Un prete ortodosso e una suora uccisi in ucraina

A Kiev è accaduto questo atto davvero barbaro. Qui in occidente siamo ormai abituati a vedere preti che ingaggiano battaglie per il dialogo a vari livelli. Preti che difendono ogni tipo di comunità religiosa dei diritti per tutti. Abbiamo visto preti che almeno hanno avuto ed hanno ancora il coraggio di occuparsi del sociale. Ben pochi però negli ultimi anni si rendono conto di come potrebbe arrivare anche per loro la necessità di indossare la corona del martirio. Per coloro che vanno incontro a questa necessità, rimangono solo vuote parole e indignazioni che durano quanto la durata di una puntata di una fiction su uno dei nostri canali televisivi. Poveri noi, viene da pensare. In fondo se si analizzano i messaggi che la Chiesa Cattolica Romana ha espresso negli ultimi decenni, non viene neanche molto da meravigliarsi. L’ultimo è quello del pauperismo, dottrina per la quale di fatto si combatte ogni residuo di sacralità nella vita della Chiesa stessa. Sembra quasi che l’obiettivo sia adeguarsi ed essere come coloro che in fondo e per varie ragioni in chiesa non vanno più. Parlare come loro, invece di cercare di predicare un ritorno alla fede dei padri, è la loro volontà e questo non deve indignarci. Il fatto comunque è accaduto a Kiev. Le due vittime sono morte in circostanze diverse. La Monaca chiamata Assunta (o meglio madre Ascensione) è morta dopo una serie di torture ed è stata trovata con le mani legate e le costole rotte. Segni evidenti di un pestaggio e di torture inflittele con una violenza tale da ucciderla.

Ricordiamo che nella notte tra il 25 e 26 luglio a Kiev, due uomini non identificati hanno sparato a un altro rappresentante della UOC-MP – rettore di un’accademia teologica – Padre Roman Nikolayev. Queste notizie portano sgomento fra gli uomini liberi e tutte le persone che combattono per un mondo diverso. Questo notizie riportano alla mente un preciso imperativo : “Coloro che decidono di proseguire il cammino di Cristo, sanno di vivere un grosso rischio.“ Parole espresse per ricordare un altro grande esponente della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca, Padre Aleksandr Men. Ebbene viene quasi da non meravigliarsi, le avvisaglie c’erano già state. Recentemente ci sono stati molteplici roghi di Sacre Bibbie ed icone, roghi compiuti dai famigerati battaglioni neonazisti ucraini. Insomma non restava che aspettare per il loro eventuale salto di qualità… sono atti poi non così diversi da quelli compiuti dai terroristi dell’Isis in altre terre. Si ravvisa infatti la medesima ferocia di coloro che sanno di combattere contro innocenti. Un tornado di odio etnicista, che colpisce tutto indiscriminatamente.
Odio che solo menti perverse possono esprimere con violenza in ogni momento. Molti forse ricorderanno o vorranno ricordare presunte ingiustizie subite dal popolo ucraino. Ebbene se anche il popolo ucraino avesse subito delle ingiustizie qualcuno dovrebbe spiegarne il nesso con la vita di due religiosi. In fondo qualcuno deve pur compiere atti violenti per iniziare a costruire l’Ucraina futura in salsa americana e nichilista. In fondo qualcuno deve pur rendere la fede una pura industria capace di creare introiti. In fondo qualcuno deve pur rendere la Sacra Bibbia un libro degno di essere adorato e preso alla lettera come vogliono gli americani. Qualcun altro invece deve pur obbedire alle proprie divinità “pagane” ucraine.
Il credo di tutte le chiese ortodosse è quello di Nicea. La parte che vogliamo ricordare è la seguente: “ Credo nella Chiesa, una, Santa, Ortodossa, Universale, e Apostolica. “
L’universalità significa comprendere le differenze reciproche di ogni chiesa rispettando in ogni caso i canoni apostolici che sono uguali per tutti. In nessun caso si può tollerare o giustificare l’assassinio di un membro del clero e nemmeno il massacro indiscriminato di interi popoli, come sta accadendo in Ucraina. Chissà ancora quanti morti dovremmo ricordare e quanti atti barbari ci attendono ancora.
Nessuno ricorderà le vostra gesta “eroiche “, “cari” militanti neonazisti. Verrà il momento in cui dovrete tornare alla degradante condizione di un lavoro sottopagato e magari di vedere le vostre sorelle e mogli vendere il proprio corpo ai nuovi dominatori per poter pagare il riscaldamento della vostra casa. Potrà sembrare un’ellissi verbale ma ricordo, per chi se lo fosse scordato, il trattamento di rimozione per gli “eroi “ creati dagli americani. Un giorno eroi, il giorno dopo emarginati, un consumismo quindi che pervade anche la sfera della vita di ogni giorno. Pensate, per esempio, ai neo Ustasha croati armati da mani americane e poi dimenticati in preda ai propri incubi e ai propri fallimenti umani. O all’esercito del Vietnam del Sud e ai loro sostenitori, un tempo campioni della libertà a stelle e strisce, il giorno dopo profughi su improvvisati natanti chiamati altresì boat people. Insomma la storia non vi ha insegnato nulla? O il vostro odio antirusso non vi permette proprio di ragionare? Non rimane davvero nulla da aggiungere… Per il momento ci associamo quindi al cordoglio per la prematura dipartita dell’anima di questi due neomartiri ortodossi, con la ferma speranza che servano da esempio perenne per coloro che esercitano la propria vocazione ogni giorno.

Eterna memoria.

Articolo di Dario Daniele Raffo