di Kassym-Jomart Tokayev, Presidente della Repubblica del Kazakistan

Traduzione da

https://nationalinterest.org/blog/silk-road-rivalries/a-new-constitution-for-just-strong-and-prosperous-kazakhstan

Il Kazakistan sta entrando in una delle fasi più decisive della sua trasformazione politica, un’evoluzione che non si era ancora verificata nei 35 anni di indipendenza. Il recente referendum — la terza consultazione nazionale consecutiva — ha dimostrato la crescente maturità del nostro sistema politico e la disponibilità dei nostri cittadini a partecipare direttamente alla definizione del futuro del Paese. Con un’affluenza record del 73,12% e l’87,15% dei voti a favore, il referendum ha evidentemente rispecchiato il forte sostegno pubblico al rinnovamento costituzionale.

I nostri cittadini hanno approvato la nuova Costituzione della Repubblica del Kazakistan, che riflette le autentiche aspirazioni del popolo kazako a vivere in un Paese giusto ed equo, fondato sui principi della legalità e dell’ordine pubblico, sul rispetto e sulla tutela incondizionati dei diritti umani e delle libertà fondamentali, su una società modernizzata e su un forte impegno a promuovere l’istruzione, la scienza, la tecnologia, la cultura, l’ecologia, il volontariato e il patriottismo. È importante sottolineare che il Kazakistan è stato proclamato Stato laico.

Allo stesso tempo, rappresenta un enorme passo avanti per soddisfare le aspettative delle future generazioni. Ecco perché sono convinto che la nuova Costituzione fungerà da «tabella di marcia» per i nostri giovani per molti anni a venire.

Questa Costituzione è stata redatta con cura e con la massima diligenza. Ho lavorato personalmente su ogni singola parola del testo. La Commissione costituzionale, con una rappresentanza senza precedenti di 129 cittadini del Kazakistan, ha esaminato minuziosamente ogni dettaglio, ha valutato circa 12.000 proposte presentate da vari esperti e organizzazioni della società civile e ha coordinato sei mesi di dibattiti pubblici.

La nuova costituzione getta basi solide e rafforza ulteriormente la nostra visione strategica di «un presidente forte, un parlamento influente e un governo responsabile».

L’abolizione della quota presidenziale rafforza l’indipendenza del potere legislativo. Il passaggio a un parlamento unicamerale (il Kurultai) consentirà un processo legislativo più rapido e trasparente. Un nuovo Consiglio del Popolo consultivo (il Khalyk Kenesi) amplierà la partecipazione pubblica e il dialogo.

Le riforme istituzionali previste dal nuovo quadro costituzionale rafforzano inoltre lo sviluppo della governance e garantiscono un regolare ricambio al vertice. Tra i risultati concreti figurano l’istituzione della carica di vicepresidente, che riflette la maturità del nostro sistema di governance, e la fissazione di limiti di mandato per i principali funzionari statali.

La nuova costituzione riguarda i cittadini, non solo un governo migliore. Per la prima volta, la parte più ampia della Legge fondamentale è dedicata alla tutela dei diritti umani e delle libertà. Il documento offre solide garanzie in materia di privacy, dati personali e inviolabilità del domicilio. Rafforza inoltre l’indipendenza della magistratura, affinché ogni cittadino abbia accesso a una difesa legale qualificata e indipendente. Infine, prevede che le future modifiche siano approvate tramite referendum nazionale, affinché le decisioni fondamentali rimangano nelle mani del popolo.

Oltre a ciò, la nuova Costituzione fornisce un quadro strategico per lo sviluppo del Paese, promuove la stabilità e ne rafforza la competitività a livello globale. Ad esempio, la Costituzione rafforza i diritti di proprietà, tutela la proprietà intellettuale e stabilisce regole chiare per l’attività economica. Introduce inoltre regimi giuridici speciali per le regioni in rapida crescita, al fine di stimolare l’innovazione e la crescita industriale.

Il Kazakistan è già la principale destinazione degli investimenti diretti esteri (IDE) in Asia centrale, attirando quasi il 70% degli IDE della regione. Eppure, c’è ancora molto da fare. Queste riforme erano necessarie per accelerare la transizione del Kazakistan verso uno Stato completamente digitale e un’economia basata sull’innovazione.

Inoltre, trasmettono ai nostri investitori e partner internazionali un impegno profondo e duraturo nei confronti delle imprese, dell’innovazione e della collaborazione.

A distanza di trent’anni, nonostante gli sconvolgimenti globali, il nostro Paese è in piena espansione: è tra le prime 50 economie mondiali, tra i primi 30 per l’e-government, ed è ricco di petrolio e gas, oltre che di energie rinnovabili, minerali strategici e prodotti agricoli. Siamo una nazione che esplora lo spazio, che ha presieduto l’OSCE e ha fatto parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Oggi il Paese sta aprendo nuove rotte commerciali lungo il Corridoio Centrale, collaborando più che mai con i nostri vicini dell’Asia centrale, abbracciando le tecnologie emergenti e utilizzando il supercomputer più recente della regione per sviluppare i nostri modelli linguistici di grandi dimensioni kazaki.

È inoltre sede di una popolazione giovane e sempre più istruita, che ha dato vita a una vivace comunità di artisti e performer di rilievo e ha persino conquistato, di recente, medaglie d’oro olimpiche nel pattinaggio e nel judo.

Se la Costituzione del 1995 era incentrata sull’indipendenza e sulla sopravvivenza, quella del 2026 verte invece sulla maturità, sul rinnovamento e su una scommessa ambiziosa sul futuro. D’ora in poi, celebreremo il 15 marzo — il giorno in cui la nostra nazione ha compiuto una scelta storica — come Giornata della Costituzione del Kazakistan.

In questo momento cruciale, stiamo gettando le basi per una nazione più forte, capace di onorare la propria storia e al contempo promuovere la giustizia, il progresso tecnologico, l’apertura economica e una collaborazione globale responsabile.

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