Lambertus “Bert” van Marwijk, il commissario tecnico che ha portato l’Olanda in finale nei mondiali del 2010 in Sudafrica, lo scorso Agosto ha accettato l’offerta di guidare la nazionale saudita. L’obiettivo sembra chiaro a tutti ovvero riportare la nazionale araba alla fase finale dei prossimi mondiali che mancano nel Regno precisamente dal 2006. L’obiettivo sembra difficile ma sicuramente non impossibile. I Figli del Deserto negli ultimi anni hanno perso posizioni nel ranking Fifa al cospetto di Sud Corea, Emirati Arabi e Giappone. L’allenatore di Deventer può essere la medicina perfetta per ripartire, la sua carriera è sicuramente una sicurezza:ha allenato squadre del calibro di Borussia Dortmund e Feyenoord riuscendo a conquistare la Coppa d’Olanda e la Coppa Uefa, unica nota stonata è stato il suo esonero a metà campionato all’Amburgo nella scorsa stagione. Prima di intraprendere la carriera di allenatore Van Marwijk è stato un centrocampista di buon livello che ha disputato la bellezza di 393 partite nel campionato maggiore olandese, togliendosi anche la soddisfazione di essere convocato nel 1975 dalla nazionale “orange”. Gli assistenti di Van Marwijk per la nuova esperienza asiatica sono Mark Van Bommel, Adrie Koster e Roel Coemans. Non è la prima volta che la federcalcio saudita si avvale di una guida tecnica olandese, già nel 2011 fu Frank Rijkaard a sedersi sulla panchina della nazionale araba ma non riuscì a centrare la qualificazione alla Coppa del Mondo. L’esperienza dell’ex stella milanista finì bruscamente con l’esonero nel gennaio del 2013 dopo l’eliminazione dalla Coppa del Golfo. Finora Bert Van Marwijk alla guida della nazionale araba nella seconda fase di qualificazione a Russia 2018 è riuscito ha collezionare quattro successi e un pareggio confermandosi prima forza nel girone anche grazie alle reti siglate dall’attaccante Mohammed Al Sahlawi, in forza all’Al-Nassr di Riad attualmente allenato da Fabio Cannavaro. Finora i risultati ottenuti dalla nazionale del Regno saudita targata “Bert” sono certamente positivi ma la strada per una qualificazione tranquilla al prossimo mondiale è ancora lunga e piena di insidie. Una cosa però è certa l’uomo mite, educato e troppo sobrio per il mondo del calcio odierno, quello che ha rischiato di vincere il mondiale in Sudafrica è tornato, siede sulla panchina della nazionale saudita e forse si è veramente convinto di riportare al prossimo mondiale il paese asiatico, le altre nazionali fra tutte Giappone, Emirati, Sud Corea sono avvisate.

Filippo Borin