Vladimir Putin e Donald Trump

Urla di gioia e applausi hanno accompagnato mercoledì scorso l’annuncio della vittoria di Donald Trump alla Duma (la Camera Bassa del Parlamento russo), coinvolgendo i politici di quasi tutti i gruppi parlamentari.

#Il portavoce del Parlamento, Vyacheslav Volodin, ha espresso la speranza che, in seguito alla vittoria di Donald Trump, sarà possibile stabilire un dialogo costruttivo tra gli Stati Uniti e la Russia.

A sua volta, il capo del Partito Liberal Democratico, Vladimir Zhirinovsky, ha detto che la vittoria nella corsa presidenziale è stata aggiudicata al miglior candidato. Donald Trump, a suo parere, non minaccia la Russia con la guerra.

Il Patriarca della Chiesa Ortodossa russa, Kirill, si è congratulato con Donald Trump per la sua vittoria.

Aleksej Kudrin, influente politico filo-americano ed ex Ministro delle Finanze russo, ha fatto un confronto interessante. Secondo lui, la vittoria del repubblicano Donald Trump nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti rappresenta la continuazione della faccenda del voto per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea (Brexit). Faccenda che, a sua volta, era stata accolta con palese gioia in Russia.

Il presidente russo Vladimir Putin ha sempre parlato con rispetto di Trump. Ma aveva anche sottolineato che, alle elezioni, tutto sarebbe dipeso la volontà del popolo americano, e che la Russia collaborerà con qualsiasi nuovo leader degli Stati Uniti.

Diversa è stata, invece, la reazione dell’Ucraina, che aveva scommesso sulla vittoria della Clinton, e che ha lanciato commenti sprezzanti e persino minacciosi contro Trump.

Anche i nemici di Putin si sono visti costretti a riconoscere il successo delle sue tattiche, che hanno portato indubbi benefici alla Russia. L’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Russia, Michael McFaul, ha così commentato i risultati preliminari delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti sul suo profilo Twitter: “Putin è intervenuto nelle nostre elezioni e ha avuto successo. Buono!”. Michael McFaul (@McFaul), 9 Novembre 2016. L’ultima parola, “buono”, è stata scritta in russo dall’ex ambasciatore.

Mosca tende comunque a non sovrastimare la “cordialità” di Trump nei suoi confronti, ma spera di essere in grado di stabilire un dialogo reciprocamente vantaggioso e rispettoso.

Silvia Vittoria Missotti