Xi ha esordito, con il suo discorso alle Nazioni Unite in occasione del 70° anniversario dell’ONU, ricordando la morte di 35 milioni di cinesi a seguito dell’aggressione giapponese, durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma ha poi esortato a lasciarsi il passato alle spalle, e a guardare al futuro, rispettando il passato, ma senza lasciarsene schiacciare. Ha asserito come la mentalità esclusivista, suprematista sia sbagliata: in quest’epoca, ha detto Xi, occorrono soluzioni olistiche, cooperazione a livello globale, mutuo rispetto e giustizia. Nessun paese può ottenere sicurezza e stabilità senza cooperazione di altri paesi. La legge della giungla non è adatta a questo mondo globalizzato. Tutte le nazioni sono uguali. Bisogna cooperare per trovare soluzione ai problemi di sicurezza, sia contro le minacce tradizionali che contro quelle nuove. La crisi ci ha insegnato che il mercato da solo non funziona, occorre una mano visibile (pubblica) per aiutare quella invisibile (privata), in modo da essere più efficienti. Il presidente cinese ha poi detto che il gap tra ricchi e poveri è diventato insostenibile e ingiusto, ha ricordato che 60 milioni di bambini al mondo non hanno accesso all’istruzione, e che vi è più di un miliardo di poveri.
Bisogna assicurare a tutti una vita dignitosa, e la chiave è nella cooperazione del tipo “win-win”. Occorre puntare sull’inclusione, non sull’esclusione, delle altre civiltà, nessuna delle quali è superiore alle altre. Le diversità portano a un aumento degli scambi e questi portano alla ricchezza, alla pace e alla sicurezza globali, vero obiettivo cinese.
Il sogno cinese, ha aggiunto Xi, si integra con quello degli altri popoli, e il suo successo sarà il successo di tutti.
Occorre rispettare la natura, puntare sullo sviluppo ecosostenibile, e tutti i membri dell’ONU devono cooperare per integrare sviluppo e rispetto della natura.
La Cina, ha aggiunto, non ricerca una sfera di influenza, ma solo la pace globale. La Cina vuole aiutare l’Africa e altre realtà in via di sviluppo, stanziando diversi miliardi di dollari, in aggiunta a quelli già investiti. E vuole creare una forza stabilmente dedicata al peace keeping, affinché la pace e la giustizia trionfino a livello globale.