“C’è una massa di denaro destinata all’accoglienza dei migranti che attira gli interessi delle organizzazioni mafiose e dico questo sulla base di alcune risultanze investigative”.
E’ quanto ha ribadito il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, in audizione alla Commissione Antimafia, sottolineando al contempo come sia sbagliato “ritenere che la mafia operi dovunque, perché così rischiamo di aumentare l’aurea di onnipotenza”.
Zuccaro è poi ritornato sullo spinoso tema dei controlli, con una riflessione che sicuramente solleverà altre polemiche.
“Sabato scorso, ha osservato, è arrivata a Catania una nave con 498 migranti e il cadavere di un giovane ucciso a freddo su un barcone da un trafficante perché non si era tolto il cappello. Se sulla nave della Ong che ha fatto l’intervento vi fossero state unità della nostra polizia giudiziaria avremmo già preso i trafficanti e li avremmo già nelle nostre galere”.
“L’obiettivo delle indagini, ha chiosato il Pm, non sono le Ong, ma i trafficanti, criminali autori di violenze inaudite, ed alcune recenti modalità del traffico li stanno favorendo”.
Sull’uomo e sul magistrato Zuccaro, oggetto di attacchi e tentativi di delegittimazione da parte di chi opera nel settore dell’accoglienza e relativo indotto, si è espresso qualche giorno fa il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, con parole inequivocabili: “E’ una delle persone più serie che ci siano in magistratura. E’ una persona serissima, perbene e, oserei dire, un gentiluomo, che è un termine che uso due o tre volte in un anno”.

Riguardo le indagini sulle Ong che operano nel Mediterraneo, Gratteri ha dichiarato: “Sul rischio di collusioni tra Ong e trafficanti non mi pronuncio, perché in genere sono abituato a parlare con le prove in tasca. Io, però, conosco il procuratore Zuccaro. Se lui ha detto determinate cose, probabilmente ha delle informazioni certe dei Servizi, come intercettazioni preventive che vengono utilizzate per la cattura dei latitanti”.
Le Ong, però, non ci stanno e passano al contrattacco.
“Da tempo le Organizzazioni non governative (Ong) italiane subiscono attacchi gravissimi e indiscriminati da parte di vari esponenti politici e riprese da molti media nazionali sulla base di accuse generiche e non circostanziate. Il tema attuale è quello relativo alle organizzazioni impegnate nei soccorsi in mare, ma in realtà si arriva a criminalizzare l’intero sistema della cooperazione internazionale, generando uno scollamento pericoloso tra i cittadini e le organizzazioni sociali”, denuncia in una nota l’Associazione delle ong italiane (Aoi).
L’Aoi, che fa parte del Forum del terzo settore italiano, domani presenterà il proprio contro-dossier alle accuse.
“La trasparenza, è scritto ancora, è uno degli elementi caratterizzanti dell’operato delle Ong. Questo patrimonio civile, politico e di solidarietà concreta che contribuisce sostanzialmente a far si che la cooperazione italiana sia importante in tante parti del mondo, rischia di essere irrimediabilmente compromesso dal cinismo e dall’irresponsabilità delle polemiche di questi giorni”.